“Questo Verona mi ricorda il mio. Noi eravamo tutti amici, lo spogliatoio era unito, e mi pare sia così anche ora. Si usciva spesso insieme, per una cena al ristorante oppure per un aperitivo. Poi, magari, io me ne facevo tre gli altri uno, ma questa è un’altra storia. Il gruppo il segreto del Verona? Insieme al gioco e Ivan Juric. Un grande allenatore, mio figlio Gianmarco l’ha avuto nella Primavera del Genoa. Esige molto, dà tanto, ha idee chiare e sa trasmettere motivazioni e convinzione. Se l’Hellas è la sorpresa della Serie A? Non può che essere così, perché 15 punti dopo 12 partite non glieli accreditava nessuno, onestamente. Tanto più in un campionato come questo, che è salito parecchio di livello – ha dichiarato Zigoni a La Gazzetta dello Sport – Amrabat, Rrahmani e Kumbulla non sapevo chi fossero e ho imparato presto ad apprezzarli. I pochi gol presi sono un aspetto fondamentale per fare risultato. Mi aspettavo di più da Stepinski, però bisogna avere pazienza. Una volta che si sarà sbloccato, potrà essere decisivo. Salcedo? Mi ha impressionato. Quanto è veloce, poi, e quanto corre. Nel confronto tra il Verona di ieri e di oggi, Rrahmani sarebbe Nanni, Amrabat il mio amico Busatta, Mascetti-Verre e Kumbulla come Bachlechner e Veloso il Maddè dell’epoca. Chi Zigoni? Come me, nessuno, neanche Omar Sivori. Sogno invece di vedere mio figlio Gianmarco con la maglia dell’Hellas”.