“A Verona era davvero molto acerbo ma si vedevano importanti qualità e doti atletiche, più una gran voglia di fare gol. Quell’anno ebbe due mesi di ambientamento, una cosa normale. Poi quando iniziò a capire com’era il ”giochino” inizió a farsi sentire in campo. La sua capacità di accelerazione devastante nei primi passi gli permetteva di fare la differenza. Poi purtroppo lo persi per un infortunio. Nei dieci mesi in cui lo ho allenato non ho mai avuto alcun tipo di problema, non mi ha dato mai la sensazione di essere un ragazzo che non stava alle regole o dentro certi limiti, anche in un contesto complicato come quello della stagione di allora. Kean è ancora un 2000 ma questo è il momento di fare il salto e dipende da lui, dalla voglia che ha e dalla capacità di saper gestire le situazioni” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore dell’Hellas Verona, Fabio Pecchia.