“Esattamente un anno fa terminavo con qualche minuto a Marassi col Genoa, anche se la mia vera gara d’addio era stata con la Spal. Il saluto dei tifosi gialloblù? Non sapevo nulla. Non immaginavo che in tempo di Covid si potesse. Eppure quando uscii dallo stadio, tutti i ragazzi della Curva Sud con quello striscione. Ho ancora i brividi. Mi dispiacque ma l’anti doping, mi costrinse a farli attendere. Ecco in quell’abbraccio c’è tutto quello che mi hanno dato in cinque anni i veronesi. Un popolo unico. Toni? Un fratello, in pratica. Ci vediamo e ci sentiamo spesso. Ha portato bene in tv all’Italia. Il mio futuro? Ho tanto tempo libero e francamente non mi vedo senza calcio. Ho studiato da diesse e ora da allenato-re. Poi deciderò cosa fare in base anche alle proposte. Non c’è fretta. Intanto studio e mi aggiorno. Sono sempre in contatto con lo staff sanitario, i ragazzi e alcuni giocatori come Veloso, Faraoni o il piccolo (ride ndr) Zaccagni. Sento il diesse, Tony D’Amico. Parliamo di calcio. Hanno venduto ma sono convinto che completeranno la squadra, nel migliore dei modi Zaccagni? È un ottimo giocatore. Un ragazzo educato con tanti valori. Si è fatto uomo ed è la cosa più importante e poi è un talento della nostra serie A. Forse si è parlato troppo di lui e questo ha nuociuto in fase di mercato. Un bandiera dell’Hellas? Ha tutto per diventarlo e forse lo è già. Di Francesco? Il mister non lo conosco, viene da due stagioni travagliate, via facciamo da una e mezza. Però non vuol dire. Sa come far giocare bene una squadra e la semifinale di Champions con la Roma e lì a dimostrarlo. Per l’Hellas l’unica cosa importante sarà partire forte. Con i risultati immediati arriva tanta fiducia. È successo così con Juric e si è visto. Poi la squadra ha mantenuto la stessa ossatura con gente come Lazovic, Fara e Veloso. Sono fiducioso” ha dichiarato a L’Arena, l’ex attaccante dell’Hellas Verona, Giampaolo Pazzini.