“Eravamo una squadra giovane, che giocava un grande calcio ma non sapeva difendersi. In un undici occasioni dopo essere stati in vantaggio siamo stati ripresi o superati. Con Fiorentina e Parma eravamo addirittura sopra di due reti. L’unica cosa che posso dire oggi è che non cerco scuse. Ho giocato quasi sempre infiltrato per una fascite plantare. Non riuscivo nemmeno a camminare. Andavo dal professor Zorzi. Poi a Lecce mi strappai e saltai la parte centrale. Chi mi conosce sa che non sarei mai andato via. Inutile rivangare e non serve più bagnare il pane. A Bologna ho scritto un altro capitolo della mia carriera. Alla fine sono stati i figli a decidere ma io sarei tornato a vivere a Verona. Lunedì sera guarderò la partita, il Bologna ha cambiato molto soprattutto dietro, però ha mantenuto l’intelaiatura della passata stagione con un efficace 4-2-3-1. Se ne sono andati Poli, Danilo e Da Costa. Ma è arrivata gente giovane ed in gamba. L’Hellas? Ho visto le due partite del Verona. Con l’Inter mi hanno impressionato davvero. Bisogna avere pazienza. Poi credi che pure la società l’abbia dichiarato. L’obiettivo resta la salvezza e l’Hellas è in quel gruppo di sette o otto squadre che lotteranno sino alla fine per rimanere in serie A. Bisogna dare tempo all’allenatore perchè sia lui che la squadra hanno grandi qualità. Zac è uno dei migliori centrocampisti italiani. Mi dispiace se ne sia andato ma bisogna tener conto delle esigenze del club e delle velleità del calciatore. Hongla non lo conosco bene ma vi assicuro che giocare in mezzo non è per niente facile e ci vuole tempo. Siamo solo alla seconda giornata. Caprari e Simeone? Gente esperta, anche se il Cholito ha solo 26 anni. Saranno fondamentali. L’importante è che Simeone qualche golletto lo faccia. E poi a me lui piace. È un lottatore. Date tempo al mio Hellas e scusate se ho detto mio” ha dichiarato a L’Arena, l’ex centrocampista dell’Hellas Verona, Leonardo Colucci.