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Zaccagni: “Verona è la mia seconda casa. Volevo arrivare a questo livello, ci sono arrivato e adesso voglio rimanerci”

“Le parole di Juric mi rendono orgoglioso. Il suo calcio è un meccanismo di precisione e curato nei dettagli. Io mi ci trovo bene. Il mister mi lascia libero. Mi dice sempre di provare quello che mi viene in mente. Se sapevo di essere così forte? Non lo sapevo, ma ci ho sempre creduto. Volevo arrivare a questo livello, ci sono arrivato e adesso voglio rimanerci. Di fatica ne ho fatta: in A devi giocare tutte le partite al cento per cento. Se solo scendi al novantanove, gli avversari ti passano davanti. Juric mi ha aiutato proprio a mettere in campo sempre il cento per cento. All’inizio non riuscivo a stare dietro ai suoi allenamenti. In palestra facevo i lavori sulla forza seguendo una tabella solo mia. Adesso tengo il ritmo delle sedute atletiche e in palestra svolgo i lavori che assegna il mister. Il segreto di questo Verona? Sarà una risposta banale, ma è il lavoro in settimana. Quando dico che oggi vedo il calcio in modo diverso, mi riferisco proprio a questo: prima, se mi dicevano che il lavoro paga, io pensavo: sì, vabbè, e un giorno andavo a tutta e quello dopo tiravo il freno. Ora ho capito che, come ti alleni in settimana, rendi la domenica: è matematico. Il mio modello? Più che modello, idolo: Alessandro Del Piero. Sono cresciuto col suo poster in cameretta. Oggi mi piace Modric, per la tecnica e la facilità nel superare l’avversario. Uno nato sul mare come si adatta a Verona? Non sento la mancanza del mare perché Verona è una città che ti dà tutto. Ormai è la mia seconda casa”. 

In edicola l’intervista completa rilasciata a Sportweek dal centrocampista dell’Hellas Verona, Mattia Zaccagni. 


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