Copyright © Hellas Live di Alberto Fabbri

Verona, è ora di tornare a fare punti

Doppio ex della sfida di domenica allo stadio Friuli di Udine è Luigi De Agostini. Tanti i ricordi per l'ex terzino sinistro che ha vestito la maglia dell’Hellas Verona nella stagione 1986/87. Le parole di De Agostini a Hellas LIVE. - In gialloblù ho giocato solo una stagione ma resterà per sempre un anno indimenticabile. Ho dei ricordi indelebili. A livello di soddisfazioni personali l’anno nel Verona è stato forse il più bello della mia carriera. Nessuno se lo aspettava, ma tutto ciò è stato reso possibile grazie ad una squadra fortissima e ad un allenatore (Bagnoli n.d.r.) che disegnò un modulo che mi permetteva di riversarvi spesso in attacco spingendo tantissimo. Conquistammo il quarto posto e io fui il miglior terzino del campionato. Poi a fine stagione la società decise di vendermi per monetizzare e fu giusto così. La Curva Sud? Impossibile dimenticarla. Quando segnavo andavo sempre lì sotto ad esultare. Quelli del Verona sono tifosi straordinari. Anche lunedì contro la Sampdoria hanno incitato la squadra fino alla fine e non è cosa da tutti in un momento del genere. Cosa sta succedendo alla squadra di Mandorlini? Il momento è un po’ preoccupante per colpa della classifica. Hanno iniziato a far punti anche dietro e questo per il Verona non ci voleva. La partita contro la Samp è difficile da giudicare. Il rigore e l’espulsione di Marquez hanno condizionato tutta la gara. Il Verona comunque fino a fine primo tempo ha giocato meglio della Sampdoria meritando giustamente il pareggio. Poi è naturale che quando giochi 10 contro 11 sbilanciandoti un po’ rischi di farti sfuggire di mano la partita. L’errore di Marquez? Purtroppo è costato tantissimo. Un giocatore della sua esperienza doveva leggere la situazione in modo diverso. Se ogni partita il Verona prende così tanti gol, Mandorlini qualche modifica deve necessariamente apportarla. La bravura di un allenatore deve anche essere quella di costruire un modulo in base alle caratteristiche dei giocatori che si ritrova - sottolinea - Al di là di tutto, secondo me il Verona non è una squadra da condannare perché gioca e se la gioca sempre e Mandorlini non è assolutamente il solo responsabile di questo brutto momento perché altrimenti solo a lui dobbiamo attribuire i meriti della grande stagione nello scorso campionato. Purtroppo però, ora gli episodi sono determinanti. I giocatori in campo devono quindi migliorare nell’attenzione delle varie fasi della gara. In questi momenti però che possono capitare, se ne viene fuori solo stringendosi tutti insieme. La prossima con l’Udinese? E’ una squadra difficile da decifrare perché alterna partite anonime a partite come il secondo tempo contro il Milan dove gioca 45’ da grande squadra. Solitamente non gioca benissimo ma ha fatto tanti punti (21 n.d.r.). Non sai mai cosa ti puoi aspettare. Certo che ora il Verona non può più sbagliare e deve riniziare a fare punti già da domenica. Il Verona dovrà pensare a fare la sua partita dimenticandosi di chi ha di fronte, come ha fatto l’anno scorso vincendo una grande partita. Come intervenire in sede di mercato? Prenderei un giocatore per ogni reparto. Senza dimenticare che il centrocampo è il perno centrale del gioco, e se quello funziona bene la difesa di conseguenza subisce meno gol-.

Contenuto offerto da :




Commenta la notizia

Prima di commentare, dai un'occhiata al regolamento cliccando qui.

Commenta