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Scaglia: “Il Verona deve aprire un nuovo ciclo”

“È un momento che prima o poi sarebbe arrivato, così come tutti i percorsi dopo un po’ finiscono. È un peccato e mi auguravo per Mandorlini, anche per l’affetto che ho nei suoi confronti, che il percorso terminasse con una bella stagione perché poi si decidesse che ognuno, per la sua strada, potesse trovare nuovi stimoli e nuove avventure, sia il Verona che il mister. Certo è che finire una storia così bella, con un’annata così strana come quella di quest’anno, lascia un po’ di amaro in bocca. Comunque credo che verrà ricordato soprattutto per quando è arrivato in Serie C1 e ha portato la squadra in Serie A - ha dichiarato l'ex difensore gialloblù Massimiliano Scaglia a mondopallone.it - Da esterno non posso certamente permettermi di dare un giudizio senza vivere le situazioni con consapevolezza. È però vero che Mandorlini con una società nuova poteva potenzialmente essere il primo cambio della nuova dirigenza, invece credo che i suoi valori, la sua mentalità e la sua forza, con i risultati abbiano poi invertito quello che di solito nel calcio è una logica e così facendo gli abbiano permesso di rimanere ancora molto tempo sulla panchina del Verona, vincendo un campionato e portando a termine l’esaltante stagione successiva in Serie A. Sulla stagione negativa di quest’anno, secondo me tanti fattori possono aver influito, sicuramente magari delle valutazioni che si pensava potessero avere dei risultati diversi, alcune sbagliate, alcune che prendono una brutta piega quando le variabili del calcio danno risultati inaspettati - continua Scaglia - Gli addii di Rafael e Hallfredsson? Devo ammettere di essere un nostalgico, quindi mi fa sempre un certo effetto vedere queste storie che finiscono, però è normale nelle dinamiche del calcio che succeda questo ed è normale che piano piano si esauriscano dei cicli e che certi giocatori, che hanno dato molto alla causa, prima o poi prendano altre strade. Credo che quello che si stia facendo ora sia già un ottimo lavoro di programmazione per il prossimo anno. Qualche tempo fa ho letto un’intervista del presidente in cui si diceva che è vero che probabilmente la retrocessione può diventare una realtà, però è anche vero che farlo con onore e con una programmazione e non come spesso capita che le squadre che retrocedono vadano allo sbando e le società rischino addirittura scenari peggiori, sia un merito di questa società e penso che anche per la gente che ha affetto per il Verona sia una certezza di poter ripartire”.

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