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Nicolini: “I club di piccola media fascia, come Sampdoria e Hellas Verona, sono costretti a fare plusvalenze”

“Quello che mi dispiace è come è finita l’avventura. Rafael, campione in campo e fuori dallo stesso, che perse la testa a Frosinone. In dieci sul tre a zero per loro, rimontammo fino al 3 a 2. Se Mandorlini non aveva la squadra in pugno, una cosa così non sarebbe successa. Ho parlato qualche mese fa con Setti al telefono. Nessun problema tra di noi, anzi. Si doveva rientrare all’epoca, almeno in quella stagione. Partire e aver fuori Toni, Pazzini, Ionita, Romulo e Viviani senza contare altre problematiche. È stata dura. Ecco perché fu subito una grande salita, restando, magari, si poteva sperare in un recupero ma è andata diversamente pace e amen - ha dichiarato a L’Arena, l’ex collaboratore tecnico dell’Hellas Verona ed ex Sampdoria, Enrico Nicolini - Non pensate che la Sampdoria sia diversa dall’Hellas, anche qui c’è la necessità di vendere per restare in serie A. Il diesse Osti sta facendo un grande lavoro confortato da Riccardo Pecini l’uomo che portò i vari Schick, Skriniar e Praet in blucerchiato. È così, un po’ quello che accade a Verona. Sono stato tifoso e quindi a volte si fatica a comprendere ma la Serie A costa moltissimo. I club di piccola media fascia sono costretti a fare plusvalenze. Se vieni a casa mia, ti faccio vedere dove ho sistemato la maglia di Zaccagni, un ragazzo che esordì con noi a Verona. Una dedica speciale che mi ha commosso. Sono andato a trovarlo in albergo quando sono venuti a giocare col Genoa. È stato un bell’incontro. Lui e Barak insieme a Silvestri hanno fatto grandi cose in questa stagione. Ed è normale che abbiano delle ambizioni come del resto lo stesso Ivan Juric”. 

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