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Lettera di un tifoso

Riceviamo e pubblichiamo. 

Buongiorno.
Coi miei ricordi di tifoso 54enne ed abbonato H/=V da oltre 40 anni ritorno a una domenica di tanti anni fa. Era il 20 maggio 1973. E tutti subito a pensare, eccolo il solito nostalgico della famosa partita Verona - Milan 5 a 3.
Niente da fare. Per me e per tanti altri di quella generazione quella data coincide con un evento di tutt'altra natura ed importanza. Poichè quella fu
l'ultima volta, negli ultimi 42 anni, che ad una tifoseria avversaria fu concesso di sistemarsi nella nostra casa, nel sacro ritrovo del tifosi gialloblu: la nostra amata Curva Sud. Noi che pochi anni dopo (20 marzo 1977) primi ed unici in Italia cantavamo “Noi non abbiamo paura della bomba”. Noi che siamo sempre stati abituati a condividere gioie e dolori da gente semplice, senza fronzoli, da provinciali. Ma che non permettiamo a nessuno
di prenderci in giro. A volte abbiamo dovuto sopportare presidenti imbelli e squattrinati. In tanti anni abbiamo visto passare industriali veri o presunti, maledetti truffatori, costruttori edili, venditori di auto e di tappeti, agricoltori,
faccendieri e quant'altro. Ma a parte pochissimi, tutti di Verona e provincia. E a parte qualcuno, era comunque gente interessata, gente col cuore che pulsava per il Verona. Gente che non si è mai sognata di affittare la nostra casa, la Curva Sud! Nonostante i suoi gravi problemi di salute, l'ultimo vero presidente, il buon Giovanni Martinelli, veniva alla festa della Curva Sud. Si sedeva con noi sulle nude panche di legno per parlare coi i suoi affezionati tifosi. Ci ascoltava. Ci coinvolgeva, ci dava la possibilità di partecipare alle vicende. Ci considerava i custodi di una fede, e per questo noi lo abbiamo sempre considerato uno di noi. E poi ecco che arrivate voi, con la vostra boria e la vostra supponenza. Un manipolo di sapientoni desiderosi di cancellare il passato e le tradizioni
con la scusa dei tempi che cambiano, del calcio moderno, del marketing, del brand, dello store coi gadgets, dei targets, dei talent scouters, delle partnerships, dei main sponsor, della away e della third. Non vi è bastato escluderci definitivamente da qualsiasi coinvolgimento.
Non vi è bastato a fine campionato permettere l'invasione del sacro prato del Bentegodi ad un'orda di deficenti mai visti prima, desiderosi solo di farsi una foto con lo sfondo della Curva Sud. Non vi è bastato riempirvi la bocca di paroloni inglesi, in una città dove si fatica a parlare italiano. Non vi è bastato sopprimere il logo del nostro unico e irripetibile scudetto dalle maglie da trasferta.
Non vi è bastato prostituirvi ai voleri della Nike e dei suoi assurdi colori a catalogo. Non vi è bastato propinarci le maglie fluorescenti, assurde o coi colori di altre squadre (sembra sempre di vedere in campo la Juve Stabia...). 
No, no, il peggio doveva ancora venire.
E' stato sufficiente che un pandoraio sionista paventasse l'ipotesi di abbandonare lo stadio Bentegodi per andare a giocare altrove, per farvi tremare e calare le braghe. Per paura di non avere più nessuno con cui condividere le spese di affitto dello stadio. Ma certo signor Campedelli, è giusto che anche voi quattro gatti abbiate la vostra curva, vorrà dire i tifosi ospiti li sistemeremo in Curva Sud Superiore, quale è il problema? Ma certo signor sindaco, le recinzioni edili per il contenimento dei tifosi ospiti vanno benissimo, e ci va bene anche il telo da muratori scelto per schermare il monumento del Butei al Memorial Garden! 
Ma certo signor questore, si capisce che il settore dei parterre non è attrezzato degnamente per accogliere gli ospiti, i seggiolini non sono comodi, i bagni non sono decorosi, il bar è poco agevole. OK, sistemiamo
pure i vandali in arrivo in Sud Superiore! Tanto che ci frega a noi... E così domenica pomeriggio decine di Butei armati di chiavi e di accendini si sono prodigati per cancellare scritte sui muri dei bagni e per far sparire ignobili adesivi lasciati a ricordo del loro breve soggiorno dai precedenti tifosi ospiti. Ospiti di una squadretta di quartiere che ha ottenuto di avere una curva tutta sua! 
E così sarà per decine di altre domeniche, successive alle partite in "casa" dei pitocchi della diga. Siete indegni di rappresentarci. Siete indegni di gestire una gloriosa
squadra come l'Hellas Verona, con la sua storia, la sua tradizione, la sua provincialità e con i suoi inimitabili tifosi.
Andatevene! Preferiamo retrocedere con dignità. Meglio ricominciare dal basso, dalle trasferte nei postacci più assurdi, in pochi ma fedeli. Basta idioti sconosciuti che si presentano al Bentegodi con gli occhiali fluorescenti del gadget kit. Ne abbiamo le tasche piene dei vostri paroloni inglesi! Possiamo farne tranquillamente a meno dei campioni dai nomi altisonanti. Meglio pochi e umili giocatoretti che però la domenica sudano la sacra
maglia gialloblu. Senza prostituzioni con nessuno, senza più doversi sentire presi in giro da una dirigenza che nulla ha a che fare con noi. Andatevene via in fretta, voi non lo meritate l'Hellas Verona!  

Cesare
Settore Superiore
T.d.T.  051000002554

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