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Il 4-3-3 una certezza. Dispiace per Viviani. Pazzini? Non si discute

L'allenatore dell'Hellas Verona, Andrea Mandorlini, analizza la squadra in chiusura del ritiro in terra austriaca.

“Tra una cosa e l'altra siamo in giro da un mese e sono contento di quello che abbiamo fatto, anche in questa ultima settimana di lavoro in Austria. Ci voleva. A Racines c'erano tanti giocatori fuori per problemi fisici, qualcuno non era ancora arrivato e quindi non potevamo fare sempre lavori specifici. Qui abbiamo recuperato un po' tutti, il gruppo mi piace, è solido, compatto, e c'è una grande filosofia del lavoro, anche gli ultimi acquisti si sono inseriti in fretta. Gli infortunati? Dispiace soprattutto per Viviani che non abbiamo praticamente mai visto, ma il ragazzo ha voglia di tornare in gruppo, si sacrifica, sta recuperando. Un giocatore importante per la nostra idea di gioco. Gli altri sono tutti in ripresa, gran parte li ho già recuperato vedi Marquez e Winck. Novità tattiche? Partiamo da una realtà consolidata che è il nostro 4-3-3, meglio non rischiare troppo ma è chiaro che stiamo valutando delle alternative visto l'arrivo di Pazzini. E non solo in fase offensiva. Sesto anno in gialloblù? Sono molto contento di essere rimasto, non vedo l'ora di ripartire per ripagare la fiducia che mi è stata data. Il rapporto con Toni? Molto forte, molto vero. C'è grande fiducia, stima reciproca, senza dimenticare il rispetto dei ruoli. Pazzini? Si è presentato con la testa giusta. Giampaolo agli Europei? Tutto dipenderà dal campionato che farà ma il valore del Pazzo non si discute. L'esordio con la Roma? Conosciamo la loro forza ed i nostri limiti ma non partiamo battuti”. Fonte: L'Arena 

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