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Emil, la lettera di un figlio

Sono partito con le lacrime in mano, le stringevo fra le dita.
Ma in mezzo alle lacrime, piene di dolore, avevo la  speranza che la vita tornasse a scorrere per mio papà.
Vederlo negli occhi, stringerlo a me e tornare a camminare fianco a fianco.
Sono un figlio, in fondo.
Che soffre, che piange, che ama, che avrebbe voluto che suo papà avesse vissuto ancora per condividere tante altre gioie insieme.
Lo volevo, sì, ma a poco a poco ho capito che non sarebbe successo.
Un figlio che oggi vuole abbracciare coloro che hanno reso questo momento un po' meno triste, provando ad asciugare le lacrime mie e della mia famiglia.
Gli amici, i miei compagni, gli allenatori, la dirigenza e i tifosi.
La mia famiglia vi ha sentito vicini, stretti attorno a noi, al nostro dolore, alla nostra silenziosa sofferenza.
Non sono un tipo di tante parole, in questi anni avete imparato a conoscermi.
Oggi, per l'affetto che mi avete dato, mi sento ancora più orgoglioso di essere un figlio che vuole abbracciarvi e ringraziarvi tutti.
Mi resta un ultimo pensiero.
È per mio papà che da lassù continuerà a fare il tifo per me, mi mancherai.
 
Con il cuore, tuo Emil.

Foto e fonte: hellasverona.it

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