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Donadel, voglia di restare

Il centrocampista trevigiano dell'Hellas Verona, Marco Donadel, si racconta in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. 

Ecco i passaggi più interessanti del pezzo in edicola quest'oggi. 

- A Napoli dicevano che non po­tevo più giocare. Ho subito la rottura del retto femorale, 5 mesi di inferno, ma la guerra non me l’aspettavo. Eppure con Bigon e Mazzarri i rapporti so­no sempre stati ottimi. Ma cer­te altre persone godevano a parlare male di me, sembravo io il problema - 

Poi l'approdo in terra scaligera, in un ambiente ideale per ripartire. 

- C’è un entusiasmo incredi­bile. C’è un tifo assordante e tra le tribune e il campo ci sono 40 metri di pista. Non si può non far bene al primo anno di A in un ambiente così. Mandorlini? E' uno che ha carattere. Sem­bra che giochi lui. Noi abbiamo la sua umiltà. Noi giochiamo con la sua voglia. Iturbe? E' molto forte. A 21 anni ho visto così solo Jovetic. Spacca le partite. L’altro debole ce l’ho per Hamsik - 

Lunedi c'è la Lazio all'Olimpico in una sorta di spareggio europeo.

- Ci stiamo preparando e sia­mo concentratissimi: sarà co­me una finale per noi. Quando siamo arrivati a 40 punti e ab­biamo perso delle partite e ci so­no state rivolte delle critiche ingiuste - 

Conclusione riservata al prossimo futuro.

- Io vorrei continuare il per­corso qui, non so quanto possa contare il mio parere, sicura­mente poco, ma vorrei. Voglio gioca­re tanto perché mi diverto, ma più avanti vorrei seguire i ragazzi. Nell’Aic ho una mia idea da portare avanti: le seconde squadre. Credo non se ne possa più fare a meno - 

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