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Serie BKT 2026/27. Ufficiale, Empoli: risoluzione consensuale del contratto con l’allenatore Pagliuca
Empoli Football Club comunica di aver sollevato Guido Pagliuca dall’incarico di allenatore della Prima Squadra e i componenti dello staff tecnico Bruno Loureiro Batista e Riccardo Carbone dai rispettivi incarichi.
Il Club rende noto altresì di aver risolto consensualmente il contratto con il tecnico e con i componenti dello staff.
A mister Pagliuca e ai suoi collaboratori vanno i più sentiti ringraziamenti per il lavoro svolto in questi mesi; al contempo, Empoli Football Club augura loro le migliori fortune per il futuro, sia umane che sportive. Fonte: empolifc.it
Hellas Verona, il nuovo acquisto di Baroni: Suat Serdar
Questo pomeriggio alla ripresa degli allenamenti, il centrocampista tedesco ha lavorato coi compagni tornando così a completa disposizione dell’allenatore gialloblù. Il mediano classe 1997 lo scorso febbraio si era sottoposto alla ricostruzione del legamento crociato del ginocchio sinistro. Foto Hellas Verona FC
Hallfredsson: “Sono molto legato all’Hellas ed alla città di Verona. Orgoglioso di essere l’Ambassador della Foundation”
Emil, oggi il tuo percorso con il Verona si arricchisce di un capitolo nuovo: diventare Ambassador di Hellas Verona Foundation. Quando ti è stata fatta questa proposta? Cosa hai pensato? "Ero orgoglioso. Mi hanno contattato quest’estate, mentre stavo facendo il mio camp di calcio. Ogni anno porto tanti islandesi e ragazzi giovani a giocare a calcio qui a Verona. Mi hanno contattato perché volevano incontrarmi lì. Mi hanno spiegato cos’è l'Hellas Verona Foundation e, in un secondo, ho detto di sì. Mi piaceva il progetto e sono molto legato all’Hellas Verona e alla città di Verona".
I tifosi ti hanno dato tantissimo negli anni in cui giocavi. Quanto ha contato la voglia di restituire qualcosa alla comunità di Verona nella tua decisione di sposare questo progetto benefico? "Come detto prima, se riesco a dare una mano per beneficenza, lo faccio molto volentieri. Per me è un piacere, anche se adesso abito in Islanda. Mi hanno chiesto se riesco a venire due o tre volte all’anno in Italia per partecipare a qualche evento e per me non c’è problema. Lo faccio volentieri perché Verona mi ha dato tanto e adesso ho l’opportunità di restituire qualcosa alla città".
Nello sport hai sempre messo determinazione, spirito di squadra e generosità. Pensi che questi stessi valori possano essere la chiave per fare la differenza anche nelle iniziative benefiche e nel sociale? "Sì, penso che queste tre cose siano fondamentali in tutto. Come detto prima, voglio dare qualcosa a questa fondazione. Se riesco a fare anche un minimo per qualcuno, per me è importante".
Hellas Verona Foundation lavora ogni anno su tanti progetti concreti dedicati al territorio e a chi ne ha più bisogno. Quanto è importante, secondo te, che un Club e i suoi tifosi si uniscano per cause che vanno oltre i 90 minuti di gioco? "Secondo me è importantissimo, perché i 90 minuti della domenica non sono l’unica cosa che conta. I tifosi che seguono la squadra sono parte dell’Hellas. Il Verona non è fatto soltanto dagli undici giocatori che scendono in campo o dagli altri convocati: è un’intera città che sostiene la squadra e si riconosce in questi colori. Per questo credo sia importante dare attenzione a tutti, sia a chi sta bene sia a chi attraversa un momento di difficoltà”.
Nel 2016, lasciando Verona, in una lettera indirizzata ai tifosi non hai parlato di un addio definitivo, ma di un arrivederci. Oggi, tornando in un ruolo diverso come quello di Ambassador della Foundation, che sapore ha vedere che quella promessa si è realizzata?"Per me è una bellissima soddisfazione. Venire ancora qua, anche in sede, e vedere che c’è la mia maglia appesa mi dà orgoglio. Vuol dire che in passato ho fatto qualcosa di positivo per l’Hellas. Altrimenti non mi avrebbero chiamato".
Cosa può portare, secondo te, chi ha vissuto lo spogliatoio e la maglia gialloblù dall’interno quando si mette al servizio di progetti sociali?"Io sono a disposizione, come quando giocavo a calcio. Se mi chiedono di fare una cosa e riesco a farla, la faccio. Se dovevo fare il terzino sinistro, facevo il terzino sinistro; se dovevo fare l’attaccante, facevo l’attaccante. Meno male che l'attaccante non l’ho mai fatto! Però, per quello che serve, sono a disposizione e voglio dare qualcosa di positivo".
Ora parliamo un po’ della tua carriera da calciatore qui all'Hellas. Quando sei arrivato avevi già vissuto esperienze in Inghilterra, Svezia, Norvegia e in Serie A. Cosa hai trovato a Verona che ti ha permesso finalmente di fermarti e di costruire qualcosa di importante?“Quando sono venuto eravamo in Serie C. Per me era un passo difficile, sinceramente, ma allo stesso tempo è stato il più importante della mia carriera. Non conoscevo tantissimo Verona quando sono arrivato, però già dopo la prima partita ho visto che, anche se eravamo in Serie C, c’erano tanti tifosi. Vedevo una città dietro una squadra che voleva risalire e tornare in Serie A. C’era tanta attenzione e ho capito subito che non era una tipica piccola squadra di Serie C: era una squadra grande. Avevo capito di essere arrivato in una grande società, in una grande squadra".
L’Islanda è la tua terra d’origine, ma Verona è diventata subito una seconda casa. Cosa ha di speciale questa città e la sua gente per un ragazzo arrivato dal Nord Europa? "Verona è una bellissima città. Io e mia moglie abbiamo passato degli anni bellissimi e tutti e due i nostri figli sono nati qua, quindi per noi è veramente importante. Abbiamo vissuto periodi difficili, dalla Serie C alla Serie B e alla Serie A, con tanti alti e bassi, ma anche tante soddisfazioni. Anche nei momenti difficili ho visto una città sempre dietro alla squadra. Ho sempre avuto un feedback positivo dai tifosi. Quando andavamo in città non c’era quasi mai qualcuno che mi dicesse una brutta cosa. Quando perdevamo qualche partita qualcuno diceva qualcosa, però ho sempre ricevuto un feedback positivo. Secondo me l’unica cosa che i tifosi chiedono alla squadra è di dare tutto in campo e di lasciare tutto sul terreno di gioco. Penso di averlo fatto per Verona e per questo sono sempre stato apprezzato".
Quanto è stata importante Verona nella tua crescita, non solo come calciatore ma anche come persona? "Tantissimo. Sinceramente è stato il percorso più importante della mia vita. Abbiamo conosciuto la cultura italiana, il cibo, il calcio, tutto. Grazie anche a questa esperienza, adesso io e mia moglie abbiamo creato una società con cui importiamo cibo italiano in Islanda. Abbiamo aperto anche una pizzeria italiana in Islanda. Grazie all’esperienza in Italia, ho portato un po’ d’Italia nel mio Paese. Grazie a Verona".
C’è un momento preciso della tua esperienza a Verona a cui ti capita ancora di ripensare ogni tanto? "Sì, ma ce ne sono tanti. Quando abbiamo vinto a Salerno in Serie C, quando siamo saliti dalla Serie B alla Serie A… Per me quella promozione è stata una soddisfazione incredibile, perché lì ho pensato: ‘Sono riuscito a tornare in Serie A’. L’obiettivo era proprio quello, perché avevo già fatto due anni nella massima serie con la Reggina. Poi ci sono state tante vittorie, il Napoli in casa… Sinceramente non c’è un solo momento, sono tanti e faccio fatica a sceglierne uno".
L’hai accennato tu: due promozioni dalla Serie C alla Serie A, tante battaglie e tante vittorie. Cosa aveva quella squadra che la rendeva così speciale? "Secondo me eravamo una bella squadra. Avevamo un allenatore, Mandorlini, che aveva costruito un gruppo che sapeva cosa doveva fare in campo. Avevamo anche Sogliano come Direttore, che ci dava una grande spinta. Ci vogliono tante cose insieme per vincere e salire e noi, secondo me, avevamo quella piccola cosa in più: il gruppo. È stato questo, secondo me, a farci raggiungere l'obiettivo".
Quale compagno, considerando tutti gli anni passati al Verona, ti è rimasto particolarmente nel cuore e perché? "Sicuramente Juanito Gomez. Siamo ancora molto amici, così come le nostre mogli. Abbiamo giocato tanti anni insieme ed è una bravissima persona. Siamo sempre rimasti in contatto. In estate viene anche alla mia Academy e mi fa qualche grigliata argentina. È un amico e gli voglio tanto bene".
Se dovessi scegliere un gol con la maglia del Verona da far vedere a un bambino che non ti ha mai visto giocare, quale sceglieresti? "Forse quello contro il Napoli, dopo venti secondi. Era anche la prima partita dopo che avevo perso mio papà e lì c’erano tante emozioni. Mi sembrava strano aver segnato proprio nella prima partita che ho giocato dopo aver perso mio padre, perché ero tornato subito in squadra. Ho fatto gol dopo venti secondi e mi è sembrato un segnale da lassù".
Stessa domanda, ma questa volta scegli un assist che ancora oggi ricordi come particolarmente bello o decisivo. "Ho fatto tanti assist, più che gol, questo è sicuro. In particolare c’è stato un anno in cui avevamo anche Luca Toni in grande forma. Io sbagliavo qualche cross, ma lui comunque la metteva dentro. Ricordo un assist contro il Napoli: la palla sembrava fuori, ma sono riuscito a prenderla, ho fatto un coast to coast e poi ho servito un bell’assist per Luca, che ha segnato. Quella partita l’abbiamo anche vinta ed è stata una bella gara".
I tifosi dell’Hellas ti ricordano per tante cose, ma una su tutte è quel soprannome iconico, “Ghiaccio Bollente”. Quando giocavi, soprattutto al Bentegodi, cosa significava per te quella definizione? "Pensavo sempre: ‘Che strano questo Ghiaccio Bollente, non ha neanche senso!’. Ghiaccio Bollente, un ghiaccio che è bollente… Provavo sempre a trovare un senso. Però, allo stesso tempo, era simpatico. In città mi chiamano ancora così".
Negli ultimi anni ti sei dedicato all’organizzazione di camp estivi, portando giovani ragazzi dall’Islanda a svolgere stage e allenamenti proprio a Verona. Com’è nata l’idea di questo scambio e cosa provi nel vedere giovani ragazzi del tuo Paese calpestare i campi della città che ti ha adottato? “L’idea era proprio quella di far venire dei ragazzi qui in Italia, a Verona, e far vivere loro una bella esperienza. Io ho vissuto qualcosa di bellissimo qua e adesso voglio dare a loro la stessa possibilità. Durante tutta la settimana provo a trasmettere tante cose: calcio, cultura, mangiare e vivere insieme. Il mio obiettivo è che tornino in Islanda felicissimi e sta andando molto bene, perché dopo una settimana qua a Verona sono tutti molto contenti".
Se dovessi rivolgere un messaggio diretto ai tifosi gialloblù e alla città di Verona per invitarli a seguire e a sostenere la Foundation, cosa diresti loro con il cuore in mano? "Dateci una mano con l'Hellas Verona Foundation. Io sono orgoglioso di far parte di questa fondazione e spero di poter fare qualcosa per voi, ma non solo per voi: insieme a voi". Fonte: hellasverona.it
Emil Hallfredsson è il nuovo Ambassador dell’Hellas Verona Foundation
Hellas Verona Foundation è lieta di annunciare l’ingresso di Emil Hallfredsson nel ruolo di nuovo Ambassador ufficiale.
Per anni punto di riferimento del centrocampo gialloblù – 196 presenze e 18 reti segnate in sei stagioni, dal 2010/11 al 2015/16 – e simbolo di determinazione e spirito di sacrificio, l'ex calciatore islandese torna a sposare i colori dell'Hellas per guidare e sostenere in prima persona le iniziative di solidarietà sul territorio promosse dal Club. Nelle stagioni vissute sul campo, Hallfredsson ha dimostrato cosa significhi lottare con il cuore per questa maglia. Oggi, quel medesimo impegno si trasferisce fuori dal terreno di gioco, con l’obiettivo di supportare attivamente le famiglie, i giovani e le realtà più fragili della comunità veronese.
L'ingresso di Emil Hallfredsson nel ruolo di Ambassador nasce dalla volontà di allargare la squadra dell’Hellas Verona Foundation che vede già due illustri ex gialloblù: Luca Toni e Giampaolo Pazzini. L’obiettivo è dare sempre di più una voce forte e riconosciuta ai valori della Hellas Verona Foundation. Emil, come Toni e Pazzini, metterà la propria immagine e il proprio legame viscerale con la città al servizio dei progetti benefici del Club, affiancando la Foundation nei momenti chiave della stagione e negli appuntamenti ufficiali dedicati alla solidarietà.
Queste le parole di Emil Hallfredsson: "Tornare a fare parte della famiglia dell'Hellas Verona, per me, non è mai una scelta come le altre: è una questione di cuore. Verona è la mia seconda casa e la gente di questa città mi ha dato tantissimo durante gli anni in campo. Sentivo il bisogno di restituire almeno una parte di quel calore e di quell'affetto. Quando i responsabili di Hellas Verona Foundation mi hanno proposto di diventare Ambassador, non ho avuto il minimo dubbio. Conosco la serietà dei progetti sul territorio e la forza che questi colori riescono a generare quando si parla di solidarietà. Oggi cambiano i miei compagni di squadra, ma il mio impegno resta lo stesso di sempre. Sarà per me un piacere e un impegno contribuire a promuovere le attività della Foundation che portano un aiuto concreto a chi ne ha più bisogno. Saremo una squadra forte anche fuori dal campo".
Hellas Verona Foundation è felice di accogliere Emil, pronta a condividere con lui questo nuovo percorso fatto di vicinanza e supporto alla comunità veronese. Fonte: hellasverona.it
Nazionali Hellas Verona, oggi in campo Kastanos e Slotsager
Il centrocampista gialloblù Grigoris Kastanos con Cipro affronterà alle ore 18 a Riga la Lettonia, incontro valido per la UEFA Nations League 2026/27. Foto Instagram
Friendly Pinatar Cup per la Danimarca Under 20 di Tobias Slotsager contro i pari età del Brasile. La sfida tra i danesi ed i brasiliani si giocherà a San Pedro del Pinatar in Spagna.
Hellas Verona, questo pomeriggio la ripresa degli allenamenti
La squadra di Marco Baroni riprende la preparazione, a porte chiuse, al centro sportivo lacustre.
Amichevole venerdì mattina in Svizzera contro il Lugano per i gialloblù.
28 settembre 1983, Stella Rossa-Hellas Verona 2-3
Per la prima volta nella sua storia, l'Hellas
Verona partecipa alla Coppa UEFA.
All'andata al Bentegodi terminò 1-0 grazie al rigore procurato da Galderisi e trasformato da Fanna.
La gara di ritorno è in programma mercoledi 28 Settembre 1983 e la squadra di Osvaldo Bagnoli mostra tutto il suo splendore all'Europa intera.
Sono i trentaduesimi di finale, Stella Rossa di Belgrado in vantaggio al 17' grazie al rigore trasformato da B.Durovski. Al Maracana, il pareggio porta la firma di Sacchetti che realizza un eurogol per il momentaneo 1-1. M. Durovski riporta in vantaggio i padroni di casa, ma non hanno ancora fatto i conti con Nanu Galderisi che realizza (65' e 82') una doppietta davanti a 85.000 spettatori, tra i quali più di 500 sostenitori di fede gialloblù arrivati da Verona.
Termina 3-2 a favore dei gialloblù di Osvaldo Bagnoli.
Gli Eroi di Belgrado.
Buon compleanno
Tanti auguri a… Matteo Scapini. L’ex attaccante dell’Hellas Verona compie 43 anni.
carriera Scapini
Serie B Femminile 2026/27, Brescia-Hellas Verona 2-1
Si è conclusa 2-1 Brescia-Hellas Verona, 3ª giornata di Serie B Femminile 2026/27. Al 7' il primo squillo è delle padrone di casa. Kuratomi recupera palla sulla destra e crossa, con Cuciniello che si rifugia in corner. Dalla bandierina si crea una pericolosa mischia in area gialloblù, ma la retroguardia riesce ad allontanare. Due minuti più tardi, il Verona conquista il suo primo calcio d’angolo. Montesi si libera dalla marcatura e prova il colpo di testa, che non impensierisce Pucova. Le ragazze di De Martino guadagnano campo e cominciano a farsi vedere più spesso dalle parti di Pucova. Al 18’ arriva la prima occasione da gol firmata Verona. Vlassopoulou sfrutta un recupero alto, pescando De Biase libera in area: l’ex di turno controlla, si sposta il pallone sul destro e calcia, ma viene murata dalla difesa di casa. Sulla ribattuta, Montesi colpisce di testa dal limite dell’area, spedendo il pallone sopra la traversa. Al 25’ risponde il Brescia. Kuratomi, larga sulla fascia destra, lancia Licari in profondità. La numero 18 delle bresciane calcia verso la porta di destro, ma il tiro è debole e Valzolgher para senza problemi.
L’Hellas continua a rendersi insidioso con i colpi di testa di Montesi. Al 30’ Vlassopoulou batte un angolo verso la numero 11, ma la palla finisce larga alla sinistra di Pucova. Al 35' Valzolgher tiene in piedi lo 0-0 grazie a un gran riflesso sulla linea. Pasquali cerca la porta direttamente da calcio d’angolo con una traiettoria insidiosa: il pallone rimbalza pericolosamente davanti alla linea di porta, ma viene sventato dalla numero 1 veronese. Allo scadere del primo tempo le gialloblù vanno a centimetri dal vantaggio. Al 45+2’ Cuciniello mette in mezzo una rimessa laterale in zona d’attacco, con il pallone che arriva sui piedi di Casellato. La centrocampista calcia di destro al volo, ma il pallone si stampa sulla traversa, con Pucova battuta. Dopo 2 minuti di recupero il primo tempo termina sullo 0-0.
Nella ripresa, il Verona sblocca subito la gara. Al 53’ il Brescia imposta male dal basso, con Nicolini che perde palla al limite dell’area. Montesi ne approfitta, salta Pucova con una finta verso sinistra e deposita in rete lo 0-1 per l’Hellas. Il Brescia si lancia in avanti alla caccia del pareggio, lasciando spazio alle ripartenze gialloblù. Al 62' Santoro si rende protagonista di una bellissima percussione sulla destra, saltando due avversarie e accentrandosi per il tiro. La conclusione di mancino è debole e centrale, con Pucova che blocca facilmente. Due minuti dopo il Brescia può pareggiare con Cacciamali, che al termine di un’azione ben costruita arriva al tiro. La rasoiata di destro trova la gran risposta di Valzolgher, che copre bene il primo palo e devia in angolo. Al 69' il Verona ha la chance per raddoppiare, ancora una volta in contropiede. Santoro trova Casellato tra le linee, la numero 14 si invola verso la porta e lascia partire un bel destro, che termina sull’esterno della rete. Le ragazze di De Martino non riescono a chiudere la gara e all’80' arriva il pareggio del Brescia. Pasquali si accentra dalla destra e calcia di mancino dal limite dell’area. La palla si alza, sfiora la traversa e si insacca alle spalle di Valzolgher, che non può arrivarci. Tre minuti più tardi il Brescia completa la rimonta. Kaabachi conclude da fuori area, il pallone si impenna con una deviazione della difesa gialloblù e arriva sui piedi di Franco, che calcia al volo da due passi. La più lesta di tutte è Cacciamali, che colpisce in tap-in e supera Valzolgher. In tre minuti le padrone di casa ribaltano il risultato e passano in vantaggio per2-1. L’Hellas prova a reagire con le energie rimaste. Al 90+4’ Casellato mette in mezzo una punizione insidiosa, ma nessuna gialloblù riesce a intervenire sul pallone, che si spegne lentamente sul fondo. Dopo 5 minuti di recupero la partita si conclude con il risultato di 2-1 per il Brescia.
Il prossimo impegno del Verona sarà domenica 4 ottobre alle 15, quando le gialloblù affronteranno il Moncalieri allo stadio ‘Olivieri’ nella sfida valida per la 4ª giornata di Serie B Femminile 2026/27.
BRESCIA-HELLAS VERONA: 2-1
Reti: 53' Montesi, 80' Pasquali, 83' Cacciamali
BRESCIA (4-3-3): Pucova; Kuratomi, Marenco, Nicolini, Giuliano (dal 70' Balestrieri); Licari (dal 70' Cini), Kaabachi, Cherubini (dal 55' Zazzera); Ghisi (dal 70' Franco); Ravnachka (dal 55' Cacciamali), Pasquali. A disposizione: Blatti, Toma, Galbusera, Cammi. Allenatore: Damiano Zenoni
HELLAS VERONA (4-3-1-2): Valzolgher; Cuciniello (dal 46' Corsi), Zito, Avant, Crespi (dal 64' Zaghini); De Biase (dal 46' Licco), Ketis, Casellato; Vlassopoulou (dal 46' Peretti); Montesi, Santoro (dal 70' Mangiameli). A disposizione: Bucci, Merli, Colombo, Maffei. Allenatore: Vincenzo De Martino. Fonte: hellasverona.it
Nations League. Slovacchia-Moldavia 2-0. Novanta minuti in campo, assist ed ammonizione per Suslov
Maglia da titolare a Presov per il trequartista dell’Hellas Verona, Tomas Suslov. Assist per il gialloblù del vantaggio slovacco al 31’ firmato Schranz. Al 73’ cartellino giallo per il n.10 scaligero. Il 2-0 dei padroni di casa porta la firma dagli undici metri dell’ex centrocampista veronese Ondrej Duda. Foto Instagram
Nations League. Isole Far Oer-Kazakistan 1-1. Assist per Edmundsson
A Torshavn, maglia da titolare e 90’ in campo per il capitano dell’Hellas Verona, Andrias Edmundsson. Il difensore gialloblù protagonista al 15’ dell’assist a Samuelsen per il momentaneo vantaggio faraoese. Foto Instagram