“Siamo qui io, mia moglie e mio figlio Gian- marco, che si allena ogni giorno. Dal Venezia gli dicono come prepararsi. Confesso che ho paura per lui. Se si tornasse a giocare, che accadrebbe? In tanti parlano della salute che viene prima di tutto e pensano, invece, agli interessi economici. Sento quel che dicono questi signori del calcio e mi domando se non abbiano persone care, se non temano per loro. Certe dichiarazioni di Lotito, quelle non solo non le capisco, ma mi indignano. Io, che il pallone l’ho amato per davvero. Sto con Silvio Baldini, che è sempre stato contro questo sistema e sostiene che il calcio non è delle tv oppure degli sponsor, ma della gente. Se mi avessero chiesto di tagliarmi lo stipendio? Non avrebbero neanche dovuto farlo. Avrei detto: “Prendetevi pure l’ingaggio ma a una condizione: date tutto a medici e infermieri, a chi combatte contro questo mostro” – ha dichiarato al Corriere di Verona, Gianfranco Zigoni – Le risposte devono arrivare dalla politica? I politici cercano soluzioni ma come possono trovarle? Chi ha in mano la formula per uscire da tutto questo? Gli scienziati? Neppure loro. Coltivo la speranza, ascolto le parole del presidente Mattarella. Mi affido a papa Francesco. L’avete visto da solo, nel vuoto imponente di Piazza San Pietro? Un’immagine di una forza incredibile. Se prego? Ogni giorno. Al mattino, quando mi sveglio, e alla sera, prima di addormentarmi. Credo in Dio, credo nella sua misericordia. Tornerà la gioia. E tornerà la bellezza di una partita di calcio”.