Nella finestra quotidiana sul profilo Instagram di Hellas Live (ore 18) ospite l’eroe di Busto Arsizio, Ilyas Zeytulaev.

”È stata un’annata particolarissima quella vissuta all’Hellas. I tifosi hanno sofferto sicuramente più di noi, un anno che mi ha insegnato e lasciato tanto. Sarò sempre grato a Dio per quella stagione a Verona, dove ho scoperto altri valori che vanno al di là del calcio. Le aspettative erano tantissime, anche noi sapevamo che eravamo forti e che la squadra era stata costruita per risalire. Ma questo non basta per vincere. Da subito ci eravamo accorti che qualcosa non andava e poi siamo precipitati. Eravamo depressi. Sarri? Una enciclopedia del calcio. Sono passati 12 anni e guardate oggi dov’è. Dal martedì, quando ripartiva la settimana lavorativa, si presentava nello spogliatoio e ci illustrava nei minimi dettagli i nostri prossimi avversari. Di loro sapevamo sempre tutto. Gli allenamenti erano molto tattici con lui, ma la squadra mentalmente non stava bene. La serenità l’abbiamo trovata solo nel finale di stagione, anche grazie a Davide Pellegrini – ha dichiarato Zeytulaev alla prima applicazione al mondo dedicata solo all’Hellas Verona – Corrent? Lo ricordo con affetto e gli faccio i complimenti per i risultati importanti che ha raggiunto da allenatore. Ho visto la Primavera all’antistadio contro la Roma e mi ha impressionato il suo calcio, moderno ed equilibrato. Il mio gol a Busto contro la Pro Patria? Ogni volta che riguardo quel gol, è evidente come il merito di quella gioia sia da condividere con tutti i compagni di squadra. Volevamo fortemente la salvezza e sapevamo che in caso contrario, sarebbe stato un distastro calcistico. Lo stadio Speroni era tutto gialloblù. Al solo pensiero mi vengono ancora i brividi. Sembrava di giocare in casa. È stata sicuramente l’emozione calcistica più forte della mia vita. Mancavano pochi minuti e non volevo accettare un finale diverso da quello che poi è stato. Ho guardato più volte i tifosi gialloblù, assiepati in ogni angolo dello stadio, come il grande Caverzan, uomo fondamentale nel nostro spogliatoio. Mi sono caricato e mi sono preso, come è giusto che sia, le mie responsabilità. Ero stanchissimo, le gambe non giravano più ma arriva questo rinvio di Rafael, Sibilano si scontra e resta tramortito a terra, il pallone arriva a me, lo controllo e cerco subito di entrare in area. Avevo poco spazio per piazzarla, quindi ho tirato forte e complice anche la deviazione del mio marcatore, il pallone è entrato. Quando ho visto la rete gonfiarsi, non ci ho capito più niente… (non solo tu, caro Zetu, ndr). Stamilla, Piocelle, Cissè, tutta la panchina mi è venuta incontro, la corsa verso di loro e poi tutti insieme dai tifosi. Che spettacolo! Emozioni uniche. I canti di gioia poi fuori dallo spogliatoio intonati da Corrent… Per tre giorni non ho avuto voce (ride, ndr). È vero, abbiamo “solo” conquistato la salvezza ma è stata molto sofferta e sono contento di aver contribuito a regalare quella gioia al popolo gialloblù. Bisogna viverli quei momenti, solo chi c’era può capire – sottolinea l’eroe di Busto – Morante? Sapeva di indossare una maglia importante, ma era bloccato e non è stato per nulla facile per lui quell’anno. Un attaccante si ciba di gol e quello che realizzò nello spareggio d’andata contro la Pro Patria, fu liberatorio per lui. L’azione del gol la ricordo come fosse oggi: ho chiesto la palla sulla fascia ed ho cercato il fallo, sotto la Curva. In quella partita battevo sia i calci d’angolo che le punizioni e subito pensai di buttarla forte sul primo palo, ma poi ho deciso di cercare le nostri torri. E sappiamo tutti com’è andata, compresa l’esultanza di Daniele (ride,ndr). Juric? Con Ivan ho giocato, sotto la guida di Gasperini, a Crotone e Genova. Giocavamo sulla stessa fascia e lui lo considero uno di quelli per cui avrei fatto di tutto. Un grande, sia in campo che fuori. Una macchina da guerra, in allenamento dava sempre tutto ed in partita si sacrificava molto per i compagni, senza mai fartelo pesare. Un vero uomo, sempre positivo, intelligente ed oggi sono contento che allena una delle piazze più belle d’Italia. Conosco bene anche Paro, con cui ho avuto il piacere di fare il concorso a Coverciano. Se mi aspettavo che Juric sarebbe diventato allenatore? No. Ma devo dire che è davvero bravo. È vero che ha preso qualcosa da Gasperini, ma c’è tanto del suo credo calcistico, credetemi. Ha un gioco bellissimo e vi invidio perché lo potete vedere giocare dal vivo. L’Hellas è temuto ovunque e mi riempie il cuore di gioia vedere la squadra gialloblù giocare a questi livelli”.