“Ricordo l’emozione unica che provai all’esordio in Serie A, nel 2015, contro l’Inter. entrai nel secondo tempo, stavamo perdendo e finì 1-0 per loro, segnó Felipe Melo. Rimangono sempre dentro le sensazioni di allora. La mia speranza, al tempo, era essere un giocatore in grado di stare in campo in Serie A e farlo con Il Verona. Ero contento e mi allenavo per migliorare, lo faccio anche adesso. Arrivare in Nazionale è il sogno che tutti i bambini hanno quando iniziano a calciare un pallone. Non immagini come possa essere riuscirci. Juric? Ci chiede di prenderci responsabilità, di essere consapevoli di quanto dobbiamo fare. Gli devo moltissimo, per la convocazione ringrazio lui. Mi ha insegnato come muovermi, in che modo posizionare il corpo, dove andare con e senza la palla. Per me è stato ed è fondamentale. Ci trasmette coraggio e sicurezza anche in un periodo difficile come questo in cui scontiamo assenze. Abito a Verona dal 2013 e per questo la sento mia. I posti che amo di più? Piazza Erbe e Castelvecchio. E poi mi piace andare a mangiare a La Molinara, nel rione Carega. I titolari Alessandro e Filippo mi fanno sentire a casa. Anzi, devo tornare presto da loro. Chi mi ha colpito dell’Hellas? Ilic ha tutto per affermarsi, basta che abbia pazienza. E poi Kalinic. Fa specie pensare che fino a qualche anno fa lo prendevo alla PlayStation e adesso siamo nella stessa squadra” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, il centrocampista dell’Hellas Verona, Mattia Zaccagni.