“Sono felice per il primo gol che aspettavo da tanto e orgoglioso per quello che abbiamo fatto contro il Genoa. Orgoglioso perché sotto uno a zero si può anche patire un po’. Invece abbiamo reagito e anche sul due a uno abbiamo continuato. C’è consapevolezza di potersela giocare con tutti. Siamo stati la rivelazione finora, però non ci vogliamo fermare. Il percorso che ci rimane in testa è il solito, ovvero provare a vincerle tutte e salvarsi. Juric mi ha insegnato molto, ho scoperto un ruolo nuovo, prima giocavo più da mezz’ala. Ero un po’ scettico perché da sempre giocavo lì. Invece fin da subito mi ha detto di volermi fare giocare più avanti, leggermente allargato. Se mi sento giocatore da Serie A? Adesso sì, due anni fa con l’infortunio non ho potuto giocarmela appieno. Domenica il Bologna? È una squadra tosta e di qualità che rispecchia Mihajlovic – ha dichiarato Mattia Zaccagni a La Gazzetta dello Sport – Ma abbiamo la consapevolezza di poter fare una grande partita. Loro giocano ad alti ritmi, hanno un attacco di qualità e sfrutteranno le ripartenze. Juric chiede pressione, vero, ma pretende giocate di qualità con la palla tra i piedi. A Verona dal 2013? Sono diventato prima uomo e poi calciatore. In campo cresci prima come uomo e poi come calciatore. Tutto ciò l’ho fatto e continuo a farlo qui, quindi è per questo che l’Hellas è come la mia seconda famiglia. Se ho sempre pensato di diventare calciatore? Papà Fabio giocava, era un’ala destra e così la passione del pallone era inevitabile. Ho iniziato a Bellaria, con Marco Osio ho iniziato in prima squadra e lui mi faceva giocare regista. Ibrahimovic? Sono curioso di affrontarlo, l’ho sempre visto in tv. Curioso di vedere anche come si comporta magari nel tunnel, a palla lontana…”.