“Lo scudetto ce lo siamo trovati per strada. La convinzione è arrivata nel cammino. Nelle ultime 5 gare eravamo in riserva e abbiamo avuto paura di non farcela. Siamo riusciti a far punti rinunciando allo spettacolo. La vittoria con la Lazio e il pareggio di Bergamo sono state le gare più difficili: eravamo allo stremo. Come giocava quel Verona? Molto offensivo. Due punte più Fanna e un mediano come Briegel che ha segnato 9 gol quell’anno. Bagnoli amava moltissimo il gioco verticale, il tiki taka non gli piacerebbe, come i passaggi laterali. Per lui il massimo era lancio del portiere, spizzata del centrocampista per la punta. Comunque chiedeva alla squadra di giocare sempre un buon calcio, propositivo, ma di profondità. Anche ai difensori chiedeva di cercare le punte – ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, Domenico Volpati – Elkjaer? Altro che Copenaghen, doveva nascere a Napoli. Si è inserito benissimo nel gruppo: ironico, simpatico, trascinante. Ci organizzava tournèe in Danimarca. Ci stavamo 10 giorni e ci diverti- vamo come matti. In campo era un cavallo da corsa, un purosangue. Quel gol senza scarpa se lo ricordano tutti, è un po’ l’immagine scudetto. Le partite chiave? Alcuni dicono l’1-1 con la Juve a Torino al ritorno. Altri il 3-1 alla Fiorentina a Firenze. Io ne dico una giocata molto prima: il 5-3 di Udine. Nel fango, sotto la pioggia. Una battaglia con rivali come Zico, Mauro, Edinho. Tre a zero il primo tempo per noi, loro però rimontano. Con una grande reazione siamo riusciti a vincere. Qui abbiamo fatto capire di che pasta eravamo fatti. Vero che eravamo ancora lontani dal traguardo. Ma quella vittoria ci ha rafforzato e dato consapevolezza di poter fare qualcosa di straordinario”.