”Ritengo che si debba stare vicini alla squadra per la maglia, per i colori, a prescindere dai giocatori e dai dirigenti. Quelli passano, il Verona e chi lo ama resta. Per tutt’altra ragione, ho vissuto una gara a porte chiuse, quella con la Juventus, in Coppa dei Campioni, nel 1985. Questa è la sconfitta del calcio. Senza tifosi questo sport non ha senso. Mi ha messo malinconia assistere, per quanto davanti alla tv, a uno “spettacolo” di questo genere. E poi non so se tutti i sostenitori dell’Hellas fossero d’accordo. Lo ripeto da tempo, passerò per “bollito” agli occhi di qualcuno, ma non mi stanco di affermare una mia convinzione: serve più coinvolgimento degli ex del Verona ma non un inserimento di chiunque abbia vestito il gialloblù. Quello è un eccesso. Cosa suggerisco? Prendere persone che conoscono Verona, il Verona e i veronesi. Si è disperso un capitale umano, nell’Hellas, l’errore è transitato di società in società. Gli ex non sono figurine: devi saper scegliere chi è in grado di offrire un apporto gestionale, direttivo. Che sia un ammortizzatore quando gira male, inattaccabile ad ogni livello – ha dichiarato Domenico Volpati al Corriere di Verona – Avete visto a Vicenza? Renzo Rosso ha fatto entrare nel Consiglio d’amministrazione Paolo Rossi, e chissà che qualcosa di simile non si verifichi con Roberto Baggio. A Verona, senza parlare dei miei compagni di squadra all’Hellas, sarebbe bello ci fosse Damiano Tommasi. Ma so che è improbabile, con gli incarichi che ricopre. Per questo ci si deve affidare a qualcuno che conosca i meccanismi di una realtà complessa. La credibilità non si compra: ce l’hai o non ce l’hai. Mino Favini è stato, al Como e all’Atalanta, una bussola, ha forgiato talenti, non solo come calciatori ma come uomini. A capo di un vivaio il responsabile dovrebbe rimanere lo stesso per vent’anni, diventando il depositario di una linea morale. Come potrà uscire da questa lunga fase di crisi l’Hellas Verona? Serve personalità e mi spiace dire che non ce n’è stata a sufficienza, finora. La squadra sembra spaventata, non si è ancora formata. Comprensibile che si sconti l’ampio rinnovamento estivo, ma le girandole di cambi non hanno aiutato. Spero che Fabio Grosso dia presto certezze a questo Hellas, il campionato è apertissimo e gli obiettivi sono lì da cogliere”.