Il doppio ex Luciano Marangon analizza la sfida di domenica sera a Milano contro l’Inter e l’avvio di campionato dell’Hellas Verona FC di Andrea Mandorlini.

– Il Verona ha cambiato tanto rispetto all’anno scorso e stravolgere così radicalmente la squadra molto spesso può provocare grandi squilibri. Ciò nonostante era partito molto bene, ora si è un po’ perso per strada anche dal punto di vista del gioco e questo richiama l’attenzione perché in un campionato difficile come la Serie A gli avversari che stanno dietro ci mettono un attimo a riprenderti. Ripetere lo scorsa stagione? Purtroppo credo di no, da tifoso glielo auguro anche se il gioco espresso ultimamente non mi soddisfa pienamente. Cosa manca? Probabilmente i tempi e gli sviluppi di gioco stanno anche cambiando ma mi trovo in parte d’accordo con chi dice che non sempre si scende in campo con anima e cuore davanti a tutto. I tifosi del Verona – prosegue – sono il dodicesimo uomo in campo nel vero senso della parola, lo erano ai miei tempi e oggi dopo trent’anni è ancora così. Quando guardo le partite in tv qui da Ibiza si sentono cantare sempre e solo loro. Fantastici. Domenica a San Siro contro l’Inter? Non è un momento felice per loro, sono in una situazione molto particolare tanto che ci si aspettava di più sotto tutti i punti di vista. Sono convinto che se il Verona trova quella compattezza di squadra e scende in campo con la giusta mentalità può fare veramente una gran partita sperando di portar a casa il risultato. Inter-Verona dell’85? Ricordo, finì 0-0. Garella fece delle grandi parate, come tante altre volte d’altronde. Eravamo forti in difesa, anche se il nostro gioco era impostato per attaccare e vincere. A Milano non riuscimmo a portar a casa la vittoria perché in porta trovammo un super Zenga. Quell’anno lì però, perdemmo solo 2 partite e quello ci permise di restare sempre al vertice fino alla fine. Ricordi indimenticabili. Spero che un giorno, non so quando, come e perché, Verona possa rivivere quelle infinite emozioni. Bagnoli? E’ stato un padre per me. I suoi consigli sono stati fondamentali per me e per la mia carriera. Ora che vivo all’estero purtroppo non lo vedo da un pezzo, mi manca tanto -.