Una squadra che in quel momento ha 18 punti, è ultima dalla terza giornata, per molti è già in B. Gioca in casa della Fiorentina che lotta per la Champions, è sotto, attacca. E segna. Le immagini della tv staccano sul settore ospiti del Franchi: ci sono centinaia di tifosi del Verona che esultano. La salvezza è a otto punti a nove turni dalla fine. Non c’è stata una sola giornata in cui il pubblico dell’Hellas non sia andato allo stadio in massa per tifare e aiutare la squadra che all’inizio del torneo aveva ambizioni diverse. Dopo 29 giornate sanno – giocatori e tifosi – che le speranze sono pochissime, ma lottano tutti. E si specchiano nella loro dignità, in una lezione di calcio vero, in un esempio di onestà: dirigenza, allenatore, calciatori, tifosi. L’opposto di quello che accade a Udine, 12 punti su, dove oggi ci sarebbe la salvezza, e invece si sprofonda in una contestazione che di dignitoso ha poco: i calciatori costretti a umiliarsi a fine partita davanti ai tifosi che li insultano perché hanno perso 1-2 contro la squadra più in forma del momento, la Roma. L’Udinese ha tre punti sulla terzultima, ha tutto per salvarsi, ma sembra che sia già sprofondata. La scena di ieri, invece di aiutarla, peggiora la situazione. Ma la sensazione è che a importare davvero non sia la salvezza. Fonte: Il Giornale