“L’Hellas per me è sempre stato qualcosa di speciale. Ho vissuto tutto a denti stretti, con grande dispiacere per come è finita. La falsa partenza non ha aiutato, la situazione di Pazzini destabilizzante. E se parti male in A diventa dura raddrizzare la baracca. Il calcio è bello ovunque. Ed ogni cultura va rispettata. In Inghilterra una squadra che retrocede viene applaudita. Alla quint’ultima giornata il Southampton contro di noi vinceva 2-0, alla fine ha perso 3-2 e pareva ormai spacciato. Eppure dalle tribune piovevano cori e incitamenti perché i giocatori avevano dato tutto. A Verona è diverso. La gente è arrabbiata perché non vede stabilità, ci vorrebbe più continuità. Una società anche nel presente deve tener conto della propria storia – ha dichiarato Paolo Vanoli a L’Arena – Grosso? L’esperienza di Bari l’ha aiutato a formarsi, per di più in un’annata complicata. Credo che Grosso sia la persona giusta, anche se alla fine molto dipenderà dalla qualità dei giocatori che avrà a disposizione. Se diventerò un giorno l’allenatore dell’Hellas? Mi ci vedo. Prima o poi credo che succederà davvero. Verona mi ha dato tanto. Da giocatore al contorno non ci facevo troppo caso, ma da fuori è diverso. Respiri la fede della gente. E questa è una molla fortissima”.