“Contro il Torino è stata una partita importante per me e soprattutto per la squadra. Rischiavamo di perdere terreno in classifica, c’era bisogno di ottenere un grande risultato. Ci siamo riusciti ed in noi è scattato qualcosa. La vittoria nel derby? Battere il Chievo ci ha permesso di avere continuità, cosa che prima non era accaduto. Ero fuori e ho visto il modo in cui i miei compagni hanno giocato, con tanto agonismo. Di occasioni non ce ne sono state molte per noi, ma ancor di meno ne abbiamo concesso a loro. Questo è lo spirito con cui ci possiamo salvare. E la spinta del nostro pubblico sarà fondamentale. Mamma Marta ed il fratello Alessandro in studio a “Quelli che il calcio” contro il Torino? Splendida coincidenza. Con Alessandro ho un rapporto speciale, è appassionatissimo di calcio e se segno fa i salti di gioia per la felicità. A nove anni, è il mio pupazzo (ride, ndr). Già fatto più gol di papà Aladino? Però lui aveva altre caratteristiche, era un incontrista. A Verona ha giocato dal 1994 il 1996 e ha lasciato ottimi ricordi. I tifosi mi dicono quanto fosse legato alla maglia gialloblù . Per me è un esempio da seguire – ha dichiarato Mattia Valoti a La Gazzetta dello Sport – Valoti senior centrocampista nato. E lei? Sto imparando il mestiere. So che devo migliorare. Memorizzo tutte le indicazioni che mi danno Fabio Pecchia il suo vice, Nicola Corrent, che in quel ruolo erano di casa. Io ho iniziato da trequartista, poi ho giocato mezzala. Adesso mi sono calato nella dimensione del centrocampo a due. Mi sento in crescita, ma sono consapevole di dover fare tanta strada. Sono convinto di poter fare di più e che Verona, e Il Verona, è il posto giusto per me. Qui avverto fiducia. Ho da poco rinnovato il mio contratto con l’Hellas fino al 2021. Il salto di qualità lo devo fare in gialloblù. Pecchia ha detto che ho delle movenze simili a Zidane e Pastore? Sono parole di stima che ha espresso nei miei confronti. Non soltanto è un tecnico capace, ma anche una persona dal profondissimo spessore umano. Poi, quanto a Zidane e Pastore, può essere che in qualche gesto ci siano delle affinità, ma non si fa certo un raffronto con fuoriclasse della loro caratura, ci mancherebbe. Detto questo, Pastore è una fonte di ispirazione per me, adoro il suo modo di giocare. L’Atalanta? Ce la giochiamo con entusiasmo. Certo, davanti c’è una squadra che è una delle grandi della serie A, se consideriamo il percorso che ha fatto. Sono fortissimi, ma se cogliessimo la terza vittoria consecutiva potremmo respirare, prima della sosta. Salvezza? Ce la facessimo sarebbe il premio più bello, inseguito in questi mesi in cui abbiamo sofferto senza mai arrenderci. Rimanere in A rappresenterebbe il coronamento di tutto il nostro lavoro, una festa unica. Siamo qui per questo. Il Verona è fatto di lottatori”.