“Se sono preoccupato? Più che altro deluso. La squadra è di gran lunga più forte delle altre, l’ha dimostrato con quella partenza e per l’organico. Non capisco queste difficoltà. Ha la possibilità di vincere tutte le partite e invece… In alcune partite e mi è sembrato che non giocassero. Un tifoso accetta che una squadra perda se i giocatori si impegnano, ma se non si impegnano i tifosi non lo accettano. Adesso dal punto di vista del piglio siamo tornati ad avere la giusta aggressività – ha dichiarato il sindaco Flavio Tosi a La Gazzetta dello Sport – Io quando vado allo stadio vado sempre in curva, perché solo lì tifi e ti diverti. L’entusiasmo della città per il Verona non è cambiato, anzi. La contestazione di Peschiera? È arrivata dopo aver portato pazienza per tanto tempo. L’amore per l’Hellas è incredibile. Il pubblico è tollerante: ci sono state partite inguardabili, ma i tifosi non hanno mai avuto reazioni scomposte. In altre città chissà cosa sarebbe successo… Tifoseria etichetta antipatica? Non so da quanti anni non ci siano episodi di violenza, solo qualche coro fuori posto… Ricordo quando è venuto Balotelli, l’abbiamo preso in giro, certo, ma con un atteggiamento goliardico, mai pesante e mai da razzisti. L’Hellas può andare in Serie A? Ci deve andare, è troppo più forte. E poi deve andare in A solo per quello che costa. La gestione costa il triplo rispetto alle altre. Setti dal punto di vista dei numeri ha dimostrato di essere capace, giocar bene e avere il bilancio a posto non è facile: in questo Udinese e Chievo sono modelli da seguire. Il Chievo? L’ho visto giocare soltanto nel derby. Chi tifa Hellas non va a vedere il Chievo. Verona può reggere due squadre in Serie A? Certo, così come può reggere squadre nelle massime serie di tante altre discipline sportive, e sempre con stadi e palazzetto pieni. È motivo di orgoglio avere due squadre in serie A come Milano, Roma e Torino. Per la città è anche un indotto importante, tutto fa indotto. Il tentativo di fusione? Il problema è soltanto il nome: Verona e basta. Ovviamente il Chievo non ci pensa neanche, quindi la questione non si pone più. Quando l’Hellas riavrà un presidente di Verona? Io ricordo Mazzi, Martinelli, il conte Arvedi o Chiampan, tutti tifosissimi che ci hanno rimesso un sacco di soldi e non sempre hanno avuto la giusta riconoscenza. Qualcuno è stato anche contestato malgrado i soldi rimessi. Quindi oggi l’imprenditoria scaligera ha un po’ di preoccupazione a esporsi. Lunga vita a Setti? Lui sa come funziona il calcio e sa come muoversi – continua il primo cittadino di Verona – Pazzini? È il nostro elemento più forte. Però apprezzo Pecchia perché fa giocare diversi giovani: ha coraggio, fa bene perché un ragazzo ci mette l’anima. Quando tornerò in trasferta? Presto. Sarei andato volentieri a Brescia perché quelle belle sono quelle più vivaci… Magari all’ultima giornata andrò a Cesena, è un campo dove non abbiamo ben ricordi: dovremo ribaltare la storia”. Foto: corriere.it