“Ci speravo, come tutti i bambini che iniziano a giocare a calcio, di diventare un professionista. Quando ho iniziato al Modena, ho capito che avrei potuto fare qualcosa in questo mondo. Il mio idolo? Marco Van Basten, uno degli attaccanti più forti al mondo. I suoi complimenti? Dopo un’amichevole contro l’Olanda pre mondiale 2006, lui era l’allenatore nazionale olandese ed al termine della partita venne da me e mi fece i complimenti. Una grande soddisfazione per me – ha raccontato a Romanzo Calcistico, il vice sindaco di Verona, Luca Toni – L’esperienza a Dubai? Avevo sentito Cannavaro e mi aveva invitato a provare ma non mi sono trovato bene. Dopo quattro mesi, nonostante il contratto, tornai in Italia e rientrai negli ultimi minuti di mercato a Firenze, una seconda casa per me. Tra Fiorentina e Verona ho vissuto una seconda giovinezza. La città più bella dove ho giocato? Ho avuto la fortuna ed il piacere di giocare e Roma, Palermo, Monaco, Firenze e Verona, tutte città bellissime. I miei partner in attacco? Ho giocato con i più forti n.10: Baggio, Totti, Del Piero e anche Ribery. Baggio, al di là del campione che tutti conosciamo, è una grande persona, umile. Come lo è un altro grande, oggi allenatore, come Guardiola. A Brescia Baggio mi disse: “Tu corri verso la porta, poi ci penso io a darti il pallone” – ricorda Toni – Prima di diventare un campione in campo, devi essere un grande uomo, con valori. A 38 anni vincere la classifica capocannoniere, insieme a Icardi, è stata una bella soddisfazione, specie perché conquistata con l’Hellas Verona, club che lottava per non retrocedere”.