Soltanto tre giocatori hanno raggiunto (almeno) quota 19 gol in campionato in età avanzata, dopo i 36 anni: Silvio Piola, Luca Toni e Fabio Quagliarella. “Età avanzata? Diciamo pure da vecchi”. Toni sorride e si congratula con il doriano; Luca vinse la classifica dei cannonieri con l’Hellas Verona a 38 anni, nel 2015, il più anziano di sempre; l’8 maggio 2016, qualche giorno prima del 39° compleanno, segnò alla Juve l’ultima rete della carriera, che chiuse quel giorno. Come si riesce a segnare con frequenza anche da vecchi, come dice lei? “Fabio si diverte in campo. Si vede. E gli piace ancora andare al campo, cioè allenarsi, lavorare. Ha un buon rapporto con l’allenatore, una squadra di qualità che lo sostiene, molto organizzata, di livello medio alto”. Ma come si può migliorare, verso i quaranta? “Riesci a gestirti meglio, capisci se accelerare e quando recuperare nel corso della partita. Ciò che perdi con il fisico lo guadagni in esperienza, in certi movimenti. Sarei contento se Fabio battesse il mio record. Significa che giocherà ancora a lungo. Sono felice che stia facendo bene. Abbiamo un bel rapporto, ci sentiamo, adesso che sono sui social gli scrivo – ha dichiarato Luca Toni a La Gazzetta dello Sport – Fare gol serve anche da esempio: con le chiacchiere soltanto non diventi leader. Non puoi più esserlo adesso, i giovani non ti credono. Loro pensano di essere famosi perché lo sono prima sui social e non sul campo. E un personaggio che continua a segnare, a fare bene il suo lavoro, quindi, in età avanzata, come dite voi, è fondamentale per tutto lo spogliatoio”.