Rafael tra Lega Pro, Serie A, Toni, Iturbe e Mandorlini.

Questi i vari temi affrontati dal numero uno gialloblù in occasione della trasmissione Copacabananight, in onda su Sky.

PRESENTE E PASSATO – Tardi in Serie A? E’ stata una grande opportunità approdare al Verona in Lega Pro, poi abbiamo raggiunto la B ed ora viviamo il sogno della A. Ho sempre creduto nel progetto gialloblù, sono stato fortunato ad incontrare preparatori dei portieri e allenatori di grande qualità. Sono arrivato in A grazie agli insegnamenti della grande scuola italiana. La mia storia? Ho iniziato come attaccante, ma non segnavo mai, allora sono stato arretrato, finché mi hanno posizionato in porta -.

RUOLO DELICATO – Oggi per ricoprire il ruolo del portiere è fondamentale saper giocare discretamente anche coi piedi. Migliorato nelle uscite? Sono migliorato con il tempo, per un sudamericano è abbastanza facile migliorare approdando nei campionati migliori d’Europa. In Brasile (ride, ndr) vieni spedito in porta se non sai utilizzare i piedi -.

MANDORLINI E TONI – Il mister ha passato momenti difficili, come al ritorno dall’avventura rumena. Quando un tecnico italiano rientra dall’estero non è mai facile rimettersi in gioco. Com’è? E’ un allenatore di grande carattere che ama il lavoro settimanale e prepara nel dettaglio le partite. Luca Toni in Brasile? Doveva andare pure lui. Si è dimostrato un vero leader, dopo una stagione così meritava senza dubbio la convocazione mondiale -.

ITURBE – Grandissimo ragazzo, molto ambizioso, che vuole arrivare in alto. Merita una big e la Nazionale. Non ha solo qualità fisiche, ma anche grande carisma e temperamento. Non ha paura di niente. In allenamento va a mille all’ora, sempre a tutta. Un giocatore imprevedibile a cui piace scherzare e che sa stare in gruppo -.