“Se mi aspettavo di più da Hellas Verona e Chievo? Da tutte e due. E’ chiaro che non parti mai per trovarti in questa situazione. Il Chievo secondo me resta superiore a quelle rivali sul fondo classifica, però ha avuto dei problemi che forse non si attendeva. L’Hellas non aveva in preventivo di essere penultimo, nessuno ha queste prospettive: qualcosa non ha funzionato, ma non voglio entrare in certe questioni, visto che ne sono uscito alla fine della scorsa stagione. Diciamo che per il Chievo è il derby per uscire dalla crisi, per l’Hellas invece è quello per sopravvivere. Come vive la città questa sfida? Verona è una città civile, i tifosi capiscono le situazioni, si può essere tranquillamente amici fra giocatori delle due squadre senza avere alcuna noia. – ha dichiarato Luca Toni a La Gazzetta dello Sport – Tre gol segnati nei cinque derby con la maglia del Verona, a quale solo più legato? Il primo perché la partita finisce uno a zero. Una rete proprio decisiva, era l’anno del nostro ritorno in serie A e poi avevamo perso la partita dell’andata. È un aprile, nel 2014. Un gol brutto, ma proprio per quello molto bello. È sempre così: più brutti sono i più belli, se sono importanti, se contano. È arrivata una palla in aria, c’è stata una carambola, uno spintone davanti la porta e poi ho infilato il rimbalzo. Nella sua nuova carriera, tornerebbe a lavorare a Verona, su entrambe le sponde? Non precludo niente: all’Hellas sono stato bene da giocatore, ma anche da dirigente sono fondamentali i programmi. Io se non sto bene, non lavoro. Al Chievo la vedo molto dura, se non impossibile, che mi chiamino perché qualcosa nella storia recente dell’Hellas ho rappresentato. Che derby mi aspetto? Sarebbe bello se venisse deciso dagli attaccanti, partita del genere merita sempre di essere risolta dalle punte. Un pareggio non va bene nessuno, dovranno tirare fuori tutto per vincere. Ma non c’è un favorito: è un derby”