“Voglio ringraziare tutti senza tralasciare nessuno, perché non dimentico questi quattro anni passati insieme. Voglio ringraziare soprattutto i tifosi perché mi hanno regalato un’altra giovinezza, questa stima nata tra di noi è stata bella e mi ha permesso di vivere bene qui. So che per loro sono stato di passaggio ma lo striscione che mi hanno dedicato nell’ultima partita, è bellissimo atto di stima. Detto questo preciso una cosa: dopo aver vinto la classifica marcatori, la dirigenza mi propose un contratto di tre anni da dirigente ma io non avevo intenzione di smettere, decisi quindi di restare un altro anno da giocatore. Poi dopo la retrocessione il Presidente mi disse che il contratto da tre anni da dirigente non poteva essere rispettato a causa dei minori introiti, quindi gli dissi che non ci sarebbe stato nessun problema e accettai in bianco un contratto da dirigente con un solo anno per riportare il Verona in A. Per me è stata una sfida ma ho passato una stagione dove è successo un po’ tutto un po’ niente, ho fatto quello che mi è stato chiesto facendo un po’ di tutto. Ho visto che non contavo niente ma quando le cose andavano male era colpa mia, e quando si sistemavamo venivo messo in disparte. Il mio obiettivo è quello di fare qualcosa anche a livello dirigenziale, e io quest’anno mi son trovato con tante cose cambiate, il mio consiglio l’ho dato dove pensavo si potesse migliorare – ha dichiarato Luca Toni – Quando ho visto la conferenza di Fusco che ha parlato di me come voce univoca anche se non mi è mai interessato fare il direttore sportivo a Verona. Quando chiesi delucidazioni sul mio ruolo al Presudente mi ha mandato a parlare con Filippo e la sua spiegazione è stata: qui decido tutto io e faccio tutto io e per questo ci son rimasto male. Luca Toni deve essere un valore aggiunto nelle società e sentirmi detto una cosa così mi ha un po’ ferito. Per un mio percorso di crescita penso ci sia bisogno di condividere in una società piccola come Verona, ho tenuto un bel rapporto con il Presidente e insieme abbiamo deciso di non proseguire, nonostante avessi già in mano il contratto per il prossimo anno. Luca Toni qui a Verona voleva solo crescere e ha bisogno di crescere ma dopo 22 anni di calcio penso di poter dare un consiglio io non posso crescere, non per forza deve avere un ruolo ma quando ho visto una chiusura totale ho capito che non ci sono le basi per proseguire. Fusco è un bravo direttore ma dovrà dimostrare quest’anno, perché l’anno scorso ha vinto la Serie B con 13.5 milioni di ingaggio, un miracolo calcistico l’ha fatto la Spal con 3.5 milioni di ingaggio, la media Serie B è 6/7 milioni. Il settore giovanile? Io ho solo consigliato di guardare il più possibile in casa prendendo gente almeno del Veneto. Pecchia? Secondo me delle volte dovrebbe essere più deciso nel dir le cose, ma è uno che fa giocare bene la squadra. Anche lui dovrà dimostrare in Serie A. Cassano? Io con Antonio ci ho parlato e secondo me a certe condizioni può essere un giocatore importante perché ora ha la rabbia e la classe di rimettersi in gioco. Il ricordo più bello che mi porterò dentro? Non lo so, anche vincere la classifica marcatori a Verona è stata qualcosa di magico, ringrazio ancora i tifosi. Il mio futuro? Adesso vado in vacanza poi aspetterò delle proposte che mi faranno crescere”.