“La tirannia del “politicamente corretto” ha omologato l’essere tifosi. Vogliono che si vada alla partita come se si fosse al cinema per vedere i film della Disney. C’è gente che sostiene il Real Madrid e il Barcellona, in Italia, perché sono marchi di successo. Dov’è la magia? Certo, quando guardo il Verona, ormai soltanto in televisione, mi batte sempre il cuore. Come fai a spiegare cosa significhi arrivare al Bentegodi, questo grande monumento che ti riceve, sali i gradoni, poi sbuchi e ti si apre davanti la luce verde del campo? Per me è stato così. Questa è magia. Non mi interessa chi sta con le grandi, la Juve o l’Inter. Comunità, ripeto: se sei parte di una squadra come il Verona, è il primo legame che ti stringe. Vorrei che tutto succedesse di nuovo, così com’è stato. Le amicizie, il senso di identificazione collettiva. L’odore della partita, la miscela di fumo, sudore, attesa, adrenalina, birra, sogni e speranze che solamente il calcio sa darti. Ho raccontato una pazza storia, un pazzo Verona. Una pazza fede. E mi ritengo fortunato“ ha dichiarato a Il Corriere di Verona, lo scrittore Tim Parks.