“I miei 10’ a Bergamo? Sono passati veloci. Il ricordo è della festa, della gente, di quello che ci stava accadendo tutto intorno. Difficile non farsi travolgere dalle emozioni. Un ricordo indelebile, un marchio che ti rimane per sempre sulla pelle. Quando abbiamo capito che parlare di scudetto non era più un sogno? A Torino, il pari con la Juve, il gol di Di Gennaro. Mi ricordo il ritorno a casa, quella sera. Una specie di illuminazione di squadra. Avvertivamo che qualcosa di grande e ci stava per accadere. Sentivamo che era possibile. E le conferme arrivavano dal campo. Il rapporto con Garella? Ottimo, lui straordinario. Mi ritengo fortunato di aver potuto lavorare con Claudio, un bravo ragazzo, un giocatore incredibile – ha dichiarato a L’Arena, Sergio Spuri – Elkjaer era il campione di una squadra di campioni. Penso anche a Briegel, Tricella, Galderisi. Ma poi… Garella ha messo la sua firma su quella straordinaria stagione. Gli ho visto fare cose impossibili. Certo, è lo scudetto di tutti, ma Garella merita di essere citato una volta in più. Bagnoli? L’ho ritrovata trent’anni dopo, alla festa del centenario dell’Hellas. Mi ha stretto la mano e mi ha ringraziato per quello che ho fatto per il Verona. Lui a me. Cos’altro devo aggiungere di una persona così?".