“Stiamo vivendo un periodo strano ma bisogna andare avanti e sperare per il meglio. Invito tutti a non uscire di casa, sperando si possa tornare alle nostre vite quantoprima. La mia famiglia per fortuna sta bene e tra i compiti di mia figlia e le sedute che svolgo tra le mura di casa, mi si riempie la giornata. Il mio campionato? Personalmente sono contento. È stata una stagione veramente speciale, la mia prima da titolare in Serie A. Si è visto da subito che girava bene, peccato per questo stop ma speriamo di tornare a giocare quando si potrà. La parata più bella di quest’anno? Quella su Luis Alberto a Roma e la punizione di Berardi al Bentegodi. Contro il Sassuolo sembrava già gol e lo stadio è esploso alla mia parata come se avessimo segnato. È stato davvero bello. L’importanza del lavoro? Penso che in campo si porta quello che fai durante tutti i giorni, non solo in sede di allenamento. Preparo le partite di A come quelle di B. C’è più qualità nel massimo campionato italiano, un torneo difficile dove rischi di più rispetto alla cadetteria. L’impatto con CR7? È un giocatore di un altro pianeta, eccezionale, un campione. C’era un po’ di apprensione perché quando ha il pallone tra i piedi può sempre inventare qualcosa, come ha fatto a Verona. È complicato da affrontare, specie per un portiere – ha dichiarato al canale Instagram dell’Hellas Verona FC, il portiere Marco Silvestri – La vittoria contro la Juve è stata molto bella, una grossa soddisfazione per lo più arrivata al Bentegodi. Anche se non avessimo vinto, i nostri tifosi sarebbero stati comunque orgogliosi di noi per la partita che abbiamo fatto. Gerarchie stabilite? Bisogna guadagnarsele. Il titolare ha molte più responsabilità e personalmente do sempre il massimo, in ogni allenamento. Il rapporto con Radunovic e Berardi? Molto bello, specie con Berardi, un ragazzo d’oro. C’è davvero un ottimo clima e questo è un aspetto molto importante. Quando sono stato secondo, mi sentivo un po’ fuori dal contesto ed ora mi impegno per coinvolgerli entrambi il più possibile perché per me sono entrambi molto importanti. Il rapporto con Massimo Cataldi (preparatore portieri, ndr) e Juric? Cataldi è eccezionale, sono stato fortunato ad incontrarlo l’anno scorso, dà tutto, a disposizione 24 su 24; lavora tanto per noi, ed è riuscito a tirare fuori quello che poteva da me. E sono convinto che posso ancora migliorare, specie quando mi trovo il pallone tra i piedi. Juric? La sua personalità ci ha subito conquistati, ha un’identità precisa. In allenamento pretende la stessa intensità della partita e questo poi si vede in campo. Quanto conta la concentrazione nel mio ruolo? Sono molto freddo di mio, non mi faccio prendere dalle emozioni e sono convinto che se ti fai prendere dall’ansia è peggio. L’importante è non avere rimpianti e dare il massimo, che è quello che ci hanno sempre chiesto i nostri tifosi. I tifosi dell’Hellas? Sono molto caldi, ci vogliono davvero bene ed a me hanno dimostrato tante volte il loro affetto, cosa molto bella ed importante. La Curva Sud poi è eccezionale e sarebbe bello averli più vicini nel nostro stadio. Tutti noi calciatori, troviamo la forza nei nostri tifosi. Soprattutto quest’anno sono stati molto positivi e questo ci ha permesso sempre di fare ottime prestazioni, specie al Bentegodi. La mia prima volta a Verona avevo 18 anni quando fui comprato dal Chievo. Per me è come stare a casa, è una delle città più belle al mondo, mi piace tantissimo. Il portiere più forte oggi ed a chi mi sono ispirato? Allison, mentre sono cresciuto milanista ed il mio idolo era Dida, insieme poi al grande Buffon. Amrabat? È un giocatore fortissimo, ha una forza fisica impressionante ed una ottima qualità tecnica, è bravo tatticamente e sono convinto che farà una grandissima carriera. L’amico Tommy? È nata casualmente la nostra amicizia prima della partita contro il Perugia, dove parai anche il calcio di rigore. Poi è entrato altre volte in campo con me e devo dire che porta molto bene. Il mio sogno? Essere convocato in Nazionale, il desiderio di ogni calciatore”.