“Stavolta me la gioco. Questa è l’occasione della vita. E ci tengo particolarmente perché la A me la sono guadagnata sul campo col Verona. Anzi, ce la siamo guadagnata. Ed è ancora più bello quando succede così. Che ricordo la spiaggia del Poetto, ma quando esordii, col Parma, fui il migliore in campo, due partite, le ultime, contro Benevento e Milan, ero il vice di Nicolas. E non vedo l’ora che arrivi la prima partita. Ci stiamo preparando al meglio, è un gruppo ottimo, abbiamo un solo obiettivo, la salvezza, lotteremo fino alla fine. Differenza tra Serie A e B? Tanto. Innanzitutto in A c’è maggior qualità, quindi gli attaccanti sono più scaltri, i cross che arrivano sono fatti molto meglio, i calciatori che ci sono, vista la qualità, possono sorprenderti maggiormente. E i palloni vanno più forte perché sono calciati meglio – ha dichiarato il portiere dell’Hellas Verona, Marco Silvestri, a La Gazzetta dello Sport – Innanzitutto serve coraggio. E bisogna uscire. Perché tutti a questo livello più o meno sanno parare. Ma la differenza la fa chi sa uscire bene. Modello? Da ognuno si può e si deve prendere qualcosa, ma credo che Gigi resti l’esempio. Dove sono migliorato? Nella gestione della palla con i piedi e della difesa, del reparto da guidare, dei rapporto in campo con i compagni. Verona? La mia città ideale. La trovo meravigliosa. Ci abito con mia moglie Sofia e nostra figlia Chloe che ha quattro anni. È una città a misura d’uomo in cui ci troviamo benissimo e sono proprio felice di essere potuto rimanere in questo club anche in questa stagione. Il contratto? Fino a giugno 2021. Speriamo di salvarci, sarebbe bellissimo. L’ambiente è buono, lo spogliatoio pure, la squadra è top come le persone”.