“La società deve investire su di lui, perché è bravo ma soprattutto perché ha lo spessore morale per diventare un grande del Verona e rimanerci per i prossimi dieci anni. Non è da tutti, ma lui se l’è meritato” ha dichiarato a L’Arena, Attilio Gregori. ”Lo vede forte soprattutto di testa. Condizione essenziale. Chi è che non sbaglia in campo? Il portiere poi è un caso a parte. L’importante è avere la capacità di sapersi rialzare subito e guardare avanti – racconta Superchi – E Silvestri questa solidità ce l’ha, si nota anche da certi comportamenti a palla lontana. Perché lui gioca sempre con gli altri, con un livello di concentrazione sempre altissimo”.

“Il suo spirito è quello di tutto il Verona di oggi” sottolinea Sebastien Frey. “Ha saputo aspettare in silenzio, merito della gavetta se adesso è così bravo – spiega Giovanni Cervone – Tanti portieri vengono rovinati sul nascere proprio perché battezzati bravi dopo un paio di parate, senza aver superato vero esami. Non a caso Silvestri è al suo primo vero campionato in Serie A. E anche per lui vale la regola per cui è più facile arrivare in cima alla montagna che restarci. Lo vedo dare grande sicurezza al reparto, aiutato pure da una squadra che grazie a Juric ha saputo dotarsi di grande organizzazione. Silvestri ci ha messo molto anche di suo”. ”Il suo è stato un processo articolato ma con un finale certo – ha dichiarato Fabrizio Ferron – Perché al talento ha sempre unito tanta passione. Quindi perfetto per il Verona”.