Il direttore generale dell’Hellas Verona, Gardini, non usa mezzi termini per descrivere la sua amarezza dopo la decisione del giudice sportivo a seguito di H.Verona-Milan.

-Siamo incazzati e ci troviamo a vivere un momento triste e di grande rabbia. Un obiettivo l’abbiamo raggiunto: questo fatto ha unito due società storicamente divise come Verona e Milan e non possiamo far altro che ringraziare il club rossonero. Noi oggi chiediamo la verità, vogliamo che nulla venga nascosto. Pensare che nessuno degli oltre 27mila spettatori, a parte i tre ispettori, abbia sentito proferire da almeno 3000 persone al Bentegodi cori o parole di contenuto discriminatorio/razziale è assurdo. Inoltre anche i 220 e più giornalisti e le forze dell’ordine non hanno registrato fatti incresciosi come invece riportato dai procuratori federali. Pretendiamo che chi ha sbagliato paghi e ci metta la faccia come noi abbiamo fatto nel caso Morosini. Oltretutto non è stato seguito il protocollo della Lega calcio perché la Questura non é stata avvisata. Altra cosa ancora più grave è che oggi, nel 2014, non possiamo difenderci – tuona – Serve la verità. Tutti sbagliamo, ma condannare chi non ha colpa è vergognoso. Dobbiamo smetterla di parlare per luoghi comuni, dobbiamo guardare avanti e non al nostro passato. Questa può rappresentare una svolta storica e gli ispettori devono essere competenti nel loro lavoro. Non vogliamo lasciare nulla al caso, proprio perchè questo fatto potrebbe costituire un precedente. Io oggi sono avvelenato, come uomo e come dirigente dell’Hellas Verona perché devo poter avere la possibilità di difendermi. Il calcio italiano deve migliorare da questo punto di vista e Verona non merita un’onta di questo genere, perché non ha fatto nulla. Colgo l’occasione per ingraziare tifosi, società e forze dell’ordine. È davvero inconcepibile questa sentenza, non la accettiamo. Perché é accaduto questo? Serve professionalità. Ci vogliono arbitri, forze dell’ordine, ma anche ispettori competenti. Questi non lo sono stati. Non penso ad alcun genere di dietrologia semplicemente perché il dato oggettivo parla da sè. Se la sentenza venisse confermata? Non pensiamo neanche a quest’ipotesi, ci auguriamo che la giustizia trionfi. Colloqui con la questura? Non ci serve, perché ciò che é accaduto é sotto gli occhi di tutti. La trasferta vietata a Napoli? Quando ci sono problemi strutturali possiamo fare poco, ma questo sancisce la morte della tessera del tifoso. Soli contro tutti? Abbiamo voluto sensibilizzare tutti, perché oggi é successo a noi, domani può accadere ad altri. I nomi degli ispettori? Noi li sappiamo e sono persone senza l’adeguata esperienza per occuparsi di partite di questo genere – annota – Domani alle ore 14:45 io, insieme al legale Fanini ed il segretario Dibrogni andremo a Roma per la sentenza definitiva muniti di audio e documenti probatori. Possiamo difenderci, ma é come quando si va in guerra con la cerbottana contro avversari con pistole e fucili. Vogliamo essere messi in condizione di difenderci -.