“Quando siamo tornati a casa, Son ci ha offerto una cena (evitato il servizio militare grazie alla vittoria degli Asia Games, ndr). Meglio avercela fatta prima. Certo, per Son, che di anni ne ha 26, era poco meno che l’ultima chiamata. Insieme alla gioia del titolo, è arrivata per tutti noi la gioia di questo sollievo. All’Hellas invece come va? A Verona invece abbiamo attraversato un periodo complicato. Con il Palermo lo stadio era vuoto: una sofferenza. Quando i tifosi sono con noi ci sentiamo più forti, ma il compito che abbiamo e di portarli dalla nostra parte con i risultati. Il calcio lo fa la gente. Con il Pescara è una partita che può permetterci di tornare in alto. Sono sicuro che se stiamo insieme sarà tutto diverso. Che cosa ho imparato dal calcio italiano? Qui la tattica e il fisico sono centrali. La difesa è decisiva allo stesso modo, se non di più. Un altro discorso in confronto alla mentalità spagnola: là si pensa innanzitutto ad attaccare. La mia esperienza in Spagna? È uno dei primi sogni che ho realizzato. Prepararsi giorno per giorno in uno dei più grandi club al mondo, poter vedere fuoriclasse come Messi, Iniesta, Neymar, Suarez: cosa puoi volere di più dalla vita se sei un calciatore? È un riferimento per me ed un esempio per ogni sudcoreano che gioca a pallone invece Son – ha dichiarato Seung-Woo Lee a La Gazzetta dello Sport – Il punto di riferimento a Verona? C’è un gruppo di giocatori esperti che non smette di consigliarci. Giampaolo Pazzini, è pieno di suggerimenti, ma tutti i “veterani” sono una bussola per la nostra maturazione. Grosso? Mi spiega come attaccare meglio e difendere con efficacia. Come essere completo. Quanto ci si debba sacrificare in campo. Il valore della tenacia. Lo ricordo eccome al Mondiale 2006. Ero un bambino, c’era il fuso orario, ma non importava. Il suo gol con la Germania ce l’ho impresso nella memoria. A proposito di campioni: lui lo è stato, ed è un allenatore meticoloso, esigente, che ti dà moltissimo. La mia esperienza a Russia 2018? Splendida, emozionante: un altro sogno che ho vissuto. Sono entrato nelle partite con la Svezia e il Messico, mentre ho assistito dalla panchina alla vittoria con la Germania. Un’impresa leggendaria. Purtroppo eravamo già fuori: il finale è stato dolceamaro, ma è stato un momento unico. A gennaio la Coppa d’Asia? La lista dei convocati uscirà il 20 dicembre. Ancora pochi giorni e saprò se andrò o meno. Il girone è con Cina, Filippine e Kirghizistan. Aspetto, ma la testa è a Verona, all’Hellas. Alla partita con il Pescara. La mia vita fuori dal campo? In famiglia. Abito a Peschiera, vicino al nostro centro sportivo. Sto con i miei genitori e mio fratello. Quando non ci sono, il tempo libero lo trascorro leggendo o ascoltando musica. Preferenze? Per i libri, mi piace tutto. Per le canzoni ho gusti variegati, ma il mio gruppo preferito è sudcoreano: le Girl’s Generation, una pop band femminile di grande successo in Asia. Il mio prossimo sogno da realizzare? Il Verona in A. A maggio, con il Milan, a San Siro, ho segnato il mio primo gol in Italia. Sarebbe stupendo tornarci presto. Allora fu solo una soddisfazione personale: perdemmo 4-1. Farne uno che possa permettere all’Hellas di vincere in uno stadio simile sarebbe la cosa più bella. C’è tanta strada da fare per riuscirci: iniziamo a percorrerla“.