“Fa piacere partecipare a questo tipo di iniziative. Sono di Carpi, qualche anno fa è successa una disgrazia simile anche dalle mie parti e so perfettamente cosa vuol dire e cosa possono provare le popolazioni colpite dal sisma in questo momento. Il minimo che possiamo fare è impegnarci per cercare di portare qualche beneficio”.

Le principali dichiarazioni del Presidente gialloblù Maurizio Setti, intervenuto ai microfoni di SkySport24 a margine dell’evento benefico #UNITINONSITREMA, organizzato dal Rotary Club di Verona.

SERIE B: TANTE INSIDIE DA AFFRONTARE INSIEME
“La Serie B ha presenta delle difficoltà che ti aspettano dietro l’angolo e che arrivano sempre. Chiaro che quando abbiamo iniziato a costruire questo nuovo percorso l’idea era di cercare di fare qualcosa che potesse ambire a buoni risultati. Parlavo col mister la settimana scorsa e anche lui era sorpreso dei progressi importanti ottenuti in poco tempo, ci siamo ritrovati con un gruppo di calciatori molto affiatato. Poi, alcuni elementi con qualcosa in più l’anno scorso non sono riusciti ad esprimersi al meglio, cosa che invece quest’anno riesce e stanno dimostrando di saper giocare a calcio come li conoscevamo, dando quello che devono dare. Quale rischio per il Verona? Quello di sedersi, magari che qualche giocatore pensi che sia cosa facile fare 4 gol agli avversari tutti i sabati, ma onestamente credo che, forti dell’esperienza maturata lo scorso anno e della professionalità delle persone che ogni giorno lavorano al campo, sia un rischio scongiurabile. Mi auguro che i ragazzi continuino a stare bene e a fare il loro dovere quando chiamati in causa. Chiunque scende in campo lo fa per dare una mano alla squadra, questo è un valore aggiunto. I 31 gol dei gialloblù? Il mister vuole così, a parte Nicolas tutti possono andare a fare gol. I calciatori lo stanno seguendo in un modo importante, sono molto contenti anche durante gli allenamenti e questo è un dettaglio che non va trascurato: in settimana si fa fatica ma lo si fa in maniera piacevole”.

PECCHIA E PAZZINI
“Il retroscena della scelta di Pecchia? Fabio lo incontrai l’anno scorso, era in procinto di andare a Madrid, poi lo incontrai nuovamente a campionato in corso ma era preso dal progetto che stava portando avanti, da persona professionale qual è. Finito il campionato ho pensato di fare qualcosa di diverso, un calcio più propositivo, così l’ho voluto vedere ancora una volta. Fabio ha avuto esperienze con un mister importante, vedendo come ci si allena in Spagna e Inghilterra, oltre a conoscere bene il panorama italiano. La mia decisione è stata avallata anche dal Direttore Sportivo, che già lo conosceva e con il quale si è instaurato fin da subito un grande affiatamento. Pazzini? La verità è questa: è stata la prima persona ad essere contattata e la sera stessa mi ha detto “io ci sto””.

IL NUOVO PERCORSO DI TONI
“Luca Toni? E’ stato un grande giocatore, una persona umile e curiosa, con tanta voglia di imparare. Già l’anno scorso avevamo parlato della possibilità da parte sua, una volta smesso di giocare, di poter rimanere all’interno dei quadri societari. Sono molto contento di avere una persona ingombrante in tutti i sensi (ride, ndr) al mio fianco e in Società. Sta facendo un percorso per capire cosa vuol dire fare il dirigente, persone così nel calcio ci devono rimanere perché sono brave, per bene e possono dare un esempio importante ai giovani. Una Società deve produrre giocatori, giusto che una persona che ha masticato calcio per tutta la vita, avere un campione del mondo è una cosa che ci aiuterà sicuramente a crescere come Club. Il suo percorso è solo all’inizio”.

SUL FUTURO DICO CHE…
“Il futuro? Ci sono tante cose che ho deciso all’inizio, ma un po’ di scaramanzia ci sta sempre e non le intendo rivelare ora. Però speriamo in un lieto fine…”.

Fonte: hellasverona.it