“Lo so, mi rimproverano di non vivere a sufficienza la città, ma io ho la mia azienda a Carpi, da quella non posso prescindere. Cerco di fare, più che posso. E di circondarmi di collaborati capaci. Ma non sempre va bene. Tre promozioni non sono poche? E un decimo posto con Mandorlini, allenatore pratico che i risultati li ottiene. Com’è Pecchia? Uno che tiene molto al gioco, ma che secondo me, come anche Grosso, si deve ancora completare, nel senso di capire che lavorare sugli esseri umani, soprattutto nel club non è al top, è fondamentale. Essere un po’ più papà, per capirci. La non conferma di Aglietti? Bravo e gran persona: uno che richiamerei altre dieci volte. Ho preso Juric che conosce un po’ la A e che ha secondo me quelle caratteristiche ideali per un club come il nostro: grinta, motivazioni, cattiveria sportiva. Squadra in ritardo? Vero, ci mancano giocatori, e arriveranno: alcuni di quelli in rosa non sono al top. Non sarà una partenza facile, lo sappiamo – ha dichiarato il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, a La Repubblica – Le birre pagate in ritiro? Ho speso 500 euro ma l’ho fatto volentieri, li ho visti al campo e li ho invitati. Quant’è dura la Serie A? Sempre più difficile, ogni domenica sarà una battaglia. Il futuro? Vado avanti, non cerco soci, solo di provare a fare bene”.