“Tanti anni fa io e Volpi ci siamo conosciuti per lavoro, prima che entrassi nel Verona, e siamo diventati amici. Un rapporto che è sempre andato al di là delle vicende economiche. Vacanze con le famiglie, gite in barca, viaggi e cene… Mi chiamava quattro o cinque volte al giorno per un consiglio, per un confronto, per scambiarci un saluto. Fiorani ha detto che Setti non si è rivelato la persona che sembrava? Ma è stato Volpi che non s’è fatto più sentire, non ha più risposto. Né alle telefonate, né ai messaggi – ha dichiarato il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, a L’Arena – Abbiamo fatto cose insieme e altre si potevano fare. Due anni fa, era la vigilia di Natale del 2015, avevo presentato a Volpi un progetto per un intervento importante a Verona: costruire, unitamente al centro sportivo di Forte Lugagnano, anche uno stadio, con il centro commerciale, dove c’è l’ex cava Biondani per intenderci. Un progetto da 300 milioni di euro. Lui si era dimostrato subito entusiasta, pronto a investire nel progetto. Ci eravamo lasciati con l’accordo che io dopo qualche giorno avrei parlato con la famiglia Biondani per capire quali possibilità di sviluppo ci potevano essere. Non l’ho più sentito. All’anno nuovo, inizio 2016, ho cominciato a chiamarlo, a mandare messaggi. Niente di niente. Per settimane, per mesi. Finchè mi hanno risposto i suoi legali che mi hanno diffidato di parlare con Gabriele Volpi, avrei dovuto parlare solo con loro. Nasce da lì il contenzioso? No, una storia diversa. HV7, la società che all’epoca controllava l’Hellas, aveva emesso, ricorrendo a uno strumento di finanziamento tipico delle società per azioni, un prestito obbligazionario di dieci milioni di euro. Volpi mi aveva dato la disponibilità per sottoscrivere una parte del prestito attraverso la società San Rocco Immobiliare. Prima aveva detto sette milioni di euro, ma poi la San Rocco Immobiliare ha sottoscritto cinque milioni del prestito. Scadenza del prestito obbligazionario al portatore il 30 giugno 2019 – continua Setti – Ho anche detto che Volpi non ha mai fatto investimenti o finanziamenti nell’Hellas. Magari li avesse fatti! E quante volte gli ho proposto di entrare in società con me. Ha sempre rifiutato. Qualche mese fa gli amministratori della San Rocco – e non Volpi direttamente – mi hanno chiesto di pagare immediatamente gli interessi del prestito e in un secondo momento mi hanno intimato, senza presentare i titoli obbligazionari, di restituirlo prima della scadenza pattuita. Ma la San Rocco era stata messa in liquidazione e il prestito scadeva solo al 30 giugno 2019. Noi ci siamo doverosamente rifiutati di pagare. A quel punto la San Rocco Immobiliare ha promosso una causa avanti il Tribunale di Genova, che va avanti. Ci siamo difesi convinti di aver ragione. L’indagine della Finanza e della Procura federale? La nostra posizione è stata chiarita, anche in via documentale, in tutte le sedi competenti, anche in quelle sportive”.