“L’anno prossimo sarà il mio decimo anno da presidente dell’Hellas Verona. Un bilancio? Di certo molto positivo. La mia filosofia è fare calcio coi conti a posto. Ci sono riuscito creando basi solide: il Verona ora ha 23 giocatori di proprietà. Ha fatto 7 anni su 9 in A (il primo eravamo in B) su 31 totali nei 100 e passa anni di storia gialloblù. Percentuale altissima, direi. E se non si fossero fatti male Pazzini e Toni, i bomber più importanti della storia, ci saremmo salvati anche al terzo anno. Ah, durante la mia gestione il Verona ha segnato un quarto dei gol di tutta la vita dell’Hellas. Nonostante questo, accetto che i tifosi pensino che in certi casi si potesse far meglio. Regalo del decimo compleanno: Europa? Boom. No, la salvezza sarebbe già un grandissimo regalo, la terza di fila manca dall’epoca di Bagnoli. Poi se arriviamo ancora nei primi dieci, è il massimo. Tema stadio e centro sportivo? Quando sono arrivato, ho detto che “Casa Verona” era il mio sogno. Oggi siamo più vicini di ieri anche se non è facile, trovare l’area, avere i permessi… Ma credo finalmente di riuscire a chiudere la questione durante il campionato. Lo stadio? Il Verona è solo il proponente, dipende da finanza privata e comune” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti.