“So che a Juric capita, nelle interviste, di enfatizzare alcuni concetti, perché la sua dialettica è schietta e immediata. Quello che mi ha dato fastidio, a essere onesto, è che avremmo potuto parlarne insieme, privatamente, come già avvenuto in altre occasioni, non c’era bisogno di farlo a mezzo stampa. Al Verona non sono mai mancati correttezza e rispetto, fanno parte delle linee guida del nostro club e della mia persona. Non sono per carattere e indole uno facile ad elargire complimenti, ma quando ho ritenuto che il mister lo meritasse gli ho dimostrato tutta la mia stima e il mio apprezzamento, con un rinnovo triennale e con un ingaggio raddoppiato. Anche perché Juric ha fatto un lavoro eccezionale sul campo e nella valorizzazione dei calciatori. Per vari motivi, ultimamente, sono stato meno presente del solito ma so che a fianco a Juric c’è sempre Tony D’Amico, mio uomo di fiducia per l’area sportiva, e con lui parlo quotidianamente. La nostra è una filiera corta, e c’è piena condivisione, ma a capo della piramide c’è sempre il presidente, che decide e detta le linee guida ed economiche del club per tutte le aree e le attività ad esse collegate (Prima Squadra, settore giovanile, settore femminile, infrastrutture). Strategicamente ed operativamente, D’Amico si occupa per mia delega dell’intera area sportiva, io ed i miei collaboratori di tutto il resto. Ho investito di più nel corso di questa stagione, da luglio 2020 a gennaio 2021, che in ognuna di tutte le altre stagioni di mia presidenza all’Hellas, nonostante nell’ultimo anno e mezzo, causa emergenza Covid, abbiamo visto svanire 20 milioni fra spese e mancati ricavi. La portata delle nostre spese va valutata alla luce di una situazione di crisi per l’intero sistema calcio. Il caso della Superlega ne è l’ultima dimostrazione – ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport e L’Arena, il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti – Dopo Cagliari, superata quota 40 punti, ho portato tutti a cena. Ho voluto condividere una piacevole serata con squadra e staff. Ad ognuno di loro ho fatto un regalo. E a fine serata il mister ed io abbiamo parlato per tre ore della situazione, di quello che si può fare e non fare nel contesto nebuloso in cui si trova il calcio. Tutti concetti su cui ci siamo trovati d’accordo. Il calcio si trova in un momento delicato per tutti, ancora non si capisce ciò che si può fare e quello che invece non si può fare. Ci sono società in difficoltà nel pagare gli stipendi, mentre il Verona li sta saldando regolarmente. Ci siamo mossi sempre su queste basi fin dall’inizio e continueremo a farlo. Per pensare di poter competere per un piazzamento in Europa occorre più tempo, il mister ci ha fatto migliorare tantissimo. Per quanto mi riguarda Juric resterà sicuramente ad allenare l’Hellas Verona, poi non so se lui abbia dubbi, ma se fosse così vorrei che me lo dicesse. Per me lui è al centro del nostro progetto, assieme a D’Amico. Siamo ormai al termine di un’altra grande stagione, e io sono davvero contento del Verona che stiamo costruendo”.