“La mia passione per il calcio nasce come tutti i bambini, col pallone per strada. Al posto di studiare, pensavo a giocare. Qual è la partita a cui sono più legato da presidente dell’Hellas Verona? La vittoria che ci ha riportati l’ultima volta in Serie A, contro il Cittadella. Uno stadio ed un pubblico fantastico. Una categoria dove meritiamo di stare. Anche lo 0-0 dell’anno scorso contro la Lazio è una di quelle partite che non scorderò. La nostra squadra sembrava una di Champions League. Il rapporto con i giocatori? Ho avuto pochi rapporti, visto anche il mio ruolo, ma quello con cui ho costruito il rapporto più bello è Luca Toni, una persona a me cara. Quello che conta alla fine è l’approccio che sento a livello umano. Chi gioca nell’Hellas deve avere una passione dentro, perché deve rappresentare una città ed un pubblico ricco di passione. L’allenatore nella mia gestione che rappresenta o ha rappresentato meglio lo spirito Hellas? Ne ho trovato uno quando sono arrivato, che era Mandorlini. Con lui abbiamo fatto un percorso importante e siamo tornati in Serie A dopo 11 anni. Ma dal punto di vista personale, quello che rappresenta meglio anche sotto l’aspetto agonistico i valori del Verona, è Juric. La città scaligera? Penso sia una delle più belle d’Italia. Si vive con concetti giusti, ha stile e bellezza artistica in ogni angolo. Una città che rappresenta anche il mio spirito. Quanto mi manca il Bentegodi pieno? Non vedo l’ora di rivederlo gremito e di poter riabbracciare tutti i tifosi” ha dichiarato a Salotto Gialloblù, il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, ospite insieme al figlio Federico, n.1 dell’Hellas Verona Women.