“Cosa mi ha lasciato il 3-3 col Torino? La consapevolezza che se facciamo quello che sappiamo, possiamo combattere contro tutti. Domenica hanno fatto una cosa strepitosa. Recuperare 3 gol è stato un evento incredibile. Non posso che essere fiducioso. L’immagine di questo anno solare? Innanzitutto i pensieri di inizio 2019 perché non si vedeva una squadra che poteva dare ciò che avrebbe potuto. Sulla carta i valori erano di un livello, poi sul campo i fatti erano diversi. E quindi mille pensieri sul perché non riuscisse. A seguire l’immagine della gioia immensa nella serata del ritorno in A, un traguardo impensabile fino ad un certo punto. In quel momento ci siamo resi conto che invece avevamo lavorato bene, la squadra era sbocciata – ha dichiarato il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, a La Gazzetta dello Sport – L’avvio del campionato mi lascia soddisfatto perché ci davano per morti prima di iniziare. Invece stiamo lavorando bene. Utilizziamo la costanza, crediamo in certe idee. E lo dico riferendomi a ogni area del club, dal campo alla dirigenza. Quali erano i miei pensieri alla vigilia del campionato? Io ed il ds D’Amico volevamo fare certe scelte, sia sotto il profilo del mister sia sotto quello della rosa. Tutti avrebbero dovuto avere nell’anima lo spirito di combattente e del sacrificio. Il popolo gialloblù apprezza questo approccio. Classifica buona ma corta? Siamo più o meno equidistanti dalla terzultima e dalla settima. L’obiettivo rimane la salvezza perché sappiamo che dobbiamo lottare per ogni centimetro. Juric? Sempre in totale sincerità e trasparenza, come lo è dal principio. A ma piace Ivan, ha una filosofia di vita e di calcio molto dirette e pratiche. Io sono come lui, quindi in sintonia. Quando ci confrontiamo lo facciamo su un piano paritario. Più sorpreso dai punti o da bel gioco? Il giocare bene era un elemento che non mi sarei aspettato in Serie A perché nei precedenti quattro campionati avevo vissuto più difensivamente. Tanti ottimi giocatori come Amrabat, Kumbulla e Rrahmani? Merito di tutti, dai ragazzi alla parte tecnica. In primis D’Amico che li ha presi e Juric che li sta migliorando. Grande soddisfazione in società poi per il lavoro svolto dal settore giovanile. Quando arrivai otto anni fa non era così strutturato – spiega Setti – È giusto che il tifoso voglia vedere da parte della dirigenza, e da me per primo, quell’atteggiamento di appartenenza che anima lui stesso. Abbiamo lavorato e continueremo a lavorare per dimostrarlo in ogni settore. Continuiamo su questa strada, per il bene di tutti e in nome dell’amore che ho e che abbiamo per i colori gialloblù. Nuovo stadio? Il Comune ha votato per il pubblico interesse ed è già un fatto storico. La strada è ancora lunga, ma c’è un’idea davvero interessante alle spalle. Una città come Verona con un tifo come quello dell’Hellas penso che possa dare un vantaggio notevole alla squadra. Centro sportivo? È il mio cruccio, stiamo lavorando da tempo su varie aree e spero che in un futuro prossimo si concretizzi la possibilità di posare la prima pietra”.