Le principali dichiarazioni del presidente gialloblù Maurizio Setti, rilasciate durante la trasmissione ‘Fuorigioco’, in onda su Radio Verona. CHE ANNO E’ STATO «Cerchiamo sempre di fare pochi proclami e portare risultati, penso che abbiamo dimostrato di saper essere molto lineari, e la scelta di Fusco e Pecchia ce lo ha confermato. Questo anno è stato il più difficile, specie rispetto a quando sono arrivato, quando l’Hellas non andava in Serie A da 11 anni: c’era meno ‘fretta’ di tornarci. Dopo tre anni di massima serie, questa stagione tutti ci aspettavano. Io volevo vedere anche un bel gioco e ho deciso di fare la ‘scommessa’ Fusco-Pecchia per questo motivo. Li reputo due persone straordinarie, estremamente dedite al lavoro e allo studio quotidiano. Dopo un avvio eccezionale, siamo passati ad un gioco più in linea con la categoria, e il risultato finale ci premia». CHE ANNO SARA’ «Ora vogliamo guardare avanti e combattere con le squadre che saranno interessate a lottare per la salvezza. Nel calcio non servono solo i soldi, ma anche le idee. Nessuno avrebbe scommesso sulla nostra ultima retrocessione, eppure è successa. Le negatività accadono, e possono cambiare il rendimento dei calciatori. Il mercato? Dovrà tenere conto delle lacune che abbiamo e di ciò che serve per fare la Serie A, dove sarà importante il giusto mix tra giovani e calciatori di esperienza. Pecchia ha le sue idee, Fusco si sta mettendo all’opera, siamo ancora in una fase preliminare. Il Crotone? Chiaramente mi piacerebbe raggiungere la salvezza con maggiore tranquillità, ma rappresentano un esempio di coerenza e di voglia di non smettere mai di crederci. Si può raggiungere l’obiettivo anche soffrendo, anche all’ultima giornata». LE BASI PER CRESCERE «Credo che alla base di tutto, nel calcio di oggi, ci sia l’equilibrio economico. Spesso è una frase fraintesa, ma l’internazionalizzazione è un concetto davvero importante, che può creare voci rilevanti nel nostro fatturato, e va ricercata. Quando sono arrivato, anche a livello di strutture, non c’era quasi nulla. Ora abbiamo 35 persone che lavorano in sede, senza contare tutto il settore giovanile e chi opera sul campo, sono contento di tutti loro e li voglio ringraziare. Nel calcio di oggi, senza persone preparate e disposte a fare sacrifici non si va lontano. Campagna abbonamenti? Stiamo studiando qualcosa di bello, vorrei portare tanta gente allo stadio. Stiamo aspettando l’ok dal Comune per procedere a fare diverse migliorie al ‘Bentegodi’. Sarà nostra premura fare il massimo, abbiamo tanti settori e una buona media spettatori, ma possiamo migliorare ancora. Stadio di proprietà? Ad oggi è utopia, deve essere sempre andare di pari passo con un accordo commerciale che sorregga le spese. Centro sportivo? Per me rimane la priorità, sarebbe un patrimonio per tutto l’Hellas Verona. Futuro? Creare un settore giovanile di tecnici preparati, che sappiano insegnare a giocare e non solo a vincere. Vogliamo un calcio di ragazzi sani, giovani, che abbiano la gamba per correre 90 minuti e che un domani possano diventare importanti per l’Hellas Verona. Chiaramente è fondamentale anche la qualità, vogliamo averla». Fonte: hellasverona.it