In giornata è arrivata la prima sentenza del Tribunale Federale Nazionale che ha penalizzato di un punto il Benevento. Il club sannita paga il conto per non aver corrisposto ei termini prestabiliti (18 aprile 2016) ai propri tesserati né documentato alla Covisoc gli oneri relativi alle retribuzioni di gennaio e febbraio di quest’anno.

Il Latina invece oltre alla tassazione, non ha corrisposto né documentato gli stipendi sempre relativi ai primi due mesi dell’anno. Pertanto, sulla società pontina pende un doppio deferimento con il rischio di due punti di penalizzazione e annesso ricorso da discutere in secondo grado.

Penalizzazione che rischiano altri quattro club – Cesena, Brescia, Vicenza e Novara – alla luce dei deferimenti a titolo di responsabilità emessi ieri dal procuratore federale.

“Il procedimento – si legge sul sito ufficiale della Figc – scaturisce dallo stralcio dal procedimento degli atti afferenti alcune operazioni di trasferimento dei diritti alle prestazioni di calciatori che hanno visto coinvolte le società Parma, Inter, Novara, Padova, Brescia, Cesena, Ascoli, Siena e Vicenza. Le operazioni, tutte poste in essere dalla società Parma, presentano caratteristiche identiche che consentono di definirle ‘cessioni incrociate’, tali da comportare la contabilizzazione di ingenti plusvalenze da parte delle due controparti senza alcun effettivo movimento finanziario”.

Deferiti, oltre ai club, dodici dirigenti. Si tratta di Gianluca Sottovia (all’epoca dei fatti amministratore delegato del Padova), Marcello Cestaro (all’epoca dei fatti presidente del Padova), Diego Penocchio (all’epoca dei fatti presidente del Padova), Igor Campedelli (all’epoca dei fatti presidente del Cesena), Silvia Benigni (all’epoca dei fatti consulente amministrativo dell’Ascoli), Roberto Benigni (all’epoca dei fatti amministratore unico dell’Ascoli), Massimo Mezzaroma (all’epoca dei fatti presidente del Siena), Dario Cassingena (all’epoca dei fatti amministratore delegato del Vicenza), Tiziano Cunico (all’epoca dei fatti presidente del Vicenza), Luca Faccioli (all’epoca dei fatti direttore generale del Novara), Massimo De Salvo (all’epoca dei fatti presidente del Novara) e Pietro Leonardi (all’epoca dei fatti amministratore delegato e direttore sportivo del Parma).