“C’era chi sosteneva che non avrei mai accettato di giocare in serie B: falso. Perché io volevo soltanto ricominciare a sentire la voglia di giocare a calcio. Il Verona, con lo spessore umano delle persone che ne fanno parte, me l’ha ridata. L’infortunio del 2014? Succedeva che cominciavo un allenamento e provavo un dolore continuo agli adduttori. In quel modo non potevo andare avanti. Tornavo a casa e piangevo ogni giorno. Massimiliano Allegri aveva fiducia in me, diceva che non mi mancava nulla per essere titolare. Ma al primo scatto mi bloccavo – ha dichiarato Romulo a La Gazzetta dello Sport – Non ho rimpianti per quel che è avvenuto alla Juventus. Purtroppo, però, all’Hellas le mie condizioni non sono migliorate. Un altro anno difficile. Se ne sentivano tanto su di me: che non volevo più giocare, che ero un mercenario. Poi un consulto medico mi ha restituito il sorriso. Un disturbo alla testa del femore, mai rilevato in precedenza: era questo che non mi consentiva di recuperare. Adesso sto bene. Ho disputato otto partite di fila. Ho segnato un gol, fornito assist. Corro e il dolore non c’è più – racconta Romulo – Se ho mai pensato di smettere? Ci sono stati momenti durissimi. E sì, lo ammetto: in certi istanti ho temuto di non poter più fare il calciatore, di dover abbandonare il sogno della mia vita. Ero triste, angosciato. Chi mi ha aiutato? La persona più importante è sempre stata Pamela, mia moglie. Quando rientravo a casa con le lacrime mi rassicurava. Mi diceva che ero forte, che non dovevo avere paura, perché tutto si sarebbe risolto. E mi invitava ad avere fede in Dio. Sono molto credente, ma non bisogna cercare Dio soltanto quando si ha bisogno di Lui. Che cosa sogno adesso? La promozione con il Verona. Veniamo da quattro vittorie consecutive, ma è lunga, lunghissima. Fabio Pecchia è un allenatore moderno, aggiornato. Con il suo staff si lavora come Montella, come Mihajlovic, come Allegri. E il nostro spogliatoio è sano e unito. Siamo insieme da pochi mesi, diventerà granitico. Il segreto? Si vince con il gruppo. Il mio obiettivo personale? Ritrovare la maglia dell’Italia. Ero stato convocato da Prandelli per il Mondiale in Brasile. I guai fisici mi hanno costretto a rinunciare. Con il Verona voglio conquistare di nuovo la Nazionale. Impossibile tornarci dalla B? Ho imparato che se ci credi puoi fare tutto”.