“Noi vorremmo andare a parlare con loro, ma può succedere che in mezzo a mille di loro ci sia qualcuno che ha bevuto qualcosa in più e si scateni qualcosa. Può succedere di tutto. Quel che posso assicurare ai tifosi e a tutti quelli che vogliono bene al Verona è che noi giocatori lotteremo fino alla fine, daremo il massimo partita per partita, andremo fino in fondo non molleremo di un centimetro. Dopo Benevento eravamo distrutti, mentalmente, psicologicamente. Io capisco i tifosi, hanno tutto il diritto di protestare, devono farlo. Ma posso garantire che noi quando ci uniamo veramente tiriamo fuori orgoglio, grinta, volontà e carattere – così Romulo a La Gazzetta dello Sport – Verona è la mia città. Noi stiamo giocando per tutti, città, allenatore, e tanto per il ds Fusco che è andato via e che vorremmo che tornasse domani. Ma ora promettiamo ancora maggiore intensità, cattiveria. Qui dividiamo tutto giorno per giorno, il leader è il gruppo. Faremo tutto il possibile per venirne fuori e regalare a questa città la salvezza che merita. Il mio contratto? Scade nel 2019, ho ancora un anno e mezzo. Posso ribadire che amo questa città e sono legatissimo alla società Verona, ma non so cosa accadrà. La vita regala mille sorprese. Basta pensare a quel che è successo al povero Astori. Non sai se ci sarai domani. Quindi, io non posso dire cosa oggi se resterò anche in caso di retrocessione. Per il momento penso soltanto a salvarmi insieme alla squadra e all’allenatore. Poi vedremo cosa accadrà”.