“Sono troppo innamorata del Verona. Andavo spesso al “Processo di Biscardi”, anche perché vedevo le partite gratis – ride – in bassa frequenza, ed ero pure nella sigla con Bagnoli che mi abbracciava. Un periodo favoloso. Cosa penso del mercato? Il mercatino dell’usato? Non mi è piaciuto, ci sono state cessioni importanti e ci mancano gli attaccanti. L’arrivo di Kalinic? Mah, sono perplessa. Io avrei tenuto il Pazzo Pazzini per un’altra stagione così come in passato avrei tenuto Iturbe. L’anno scorso la squadra è stata convincente, ma la campagna acquisti di quest’anno mi ha delusa. Abbiamo cominciato bene, ma non si può perdere contro il Parma… il problema è che il presidente Setti, che è un modenese e non un veronese, ha il braccino corto! Contenta di Juric? Mi ero illusa che arrivasse Guidolin, mio amico e vicino di casa a Castelfranco, ma devo fare i complimenti a Juric: è un trascinatore, ha carattere, ci vuole la sua mano per far crescere i giovani. La cosa più folle che ha combinato da tifosa? Quando Mandorlini riportò il Verona in Serie B stavo cadendo dalla tribuna per l’esultanza, mi hanno tirata su per i jeans! E’ proprio vero, il calcio è, con un concerto rock, lo show più bello: si canta, si suda e si gioisce. Ma mi sa che sto meglio in curva. Che rapporto ho col Chievo? E’ una squadra minore, una succursale. Obiettivi per quest’anno? Cerchiamo di restare in A con onore, non voglio sentire pronunciare la parola salvezza” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, la grande tifosa dell’Hellas Verona, Donatella Rettore.