Nel calcio i tifosi hanno un ruolo determinante. Se esiste questo magnifico gioco di squadra è solo grazie a loro. Il famoso dodicesimo uomo in campo, a Verona, ha fatto e continuerà a fare la storia. La passione del popolo gialloblù è unica, come il modo di esporre il proprio pensiero. L’ennesimo esempio questo pomeriggio nel secondo tempo contro la Lazio. “Restiamo in Serie A… ma non ci credo nessuno” cantavano i tifosi gialloblù. Lo sconforto ha già toccato i minimi storici quando siamo solo alla sesta giornata di campionato. Ma ciò nonostante, il sostengo alla squadra non è mai mancato, con Pazzini e compagni applauditi al triplice fischio finale nonostante lo 0-3 rifilato, senza alcuna fatica, dalla squadra di Simone Inzaghi. Una ripresa dove in campo è tornata la squadra ammirata nelle partite pre-Sampdoria, priva di identità e carattere, ennesima prestazione insufficiente questa volta accompagnata dal malcontento del pubblico pagante nei confronti del presidente Maurizio Setti, del direttore sportivo Filippo Fusco e l’allenatore Fabio Pecchia. Ritenuti dai tifosi i principali responsabili di questa situazione.