“Juric e De Zerbi sono allenatori unici con concetti di calcio diverso. Li accomuna il fatto di essere bravi pur con idee diverse. Il mio Verona? Giocavamo un bel calcio, fatto di pressione ma ci mangiamo nel finale il grande vantaggio. Se fu colpa mia? Anche, ma fu un crollo più mentale che fisico. Contro il Portogruaro ci fu un rigore clamoroso su Ciotola lo videro 25.000 persone tranne l’arbitro. Si vede che ce l’aveva col Verona (Massa, ndr). Solo solo che tra il primo e secondo tempo mi disse che non poteva dare un rigore così. Ma cosa vuol dire. O è o non è rigore. Sbagliai qualcosa e negli anni venne a sapere che qualche giocatore finale faceva tardi la sera – ha dichiarato a L’Arena, il doppio ex allenatore di Hellas Verona-Sassuolo, Gianmarco Remondina – Juric? Lo conoscevo già dai tempi del Genoa ed ho visto in tv le gare con Roma Juve. Bravissimo nell’uno contro uno e nell’aggressività. L’Hellas poi ha una grande organizzazione difensiva. Juric è un fenomeno perché senza almeno sei titolari rispetto all’anno scorso, sta ottenendo gli stessi risultati. Credo che abbia una bella sintonia pure con D’Amico, bravo a trovare i calciatori giusti. Complimenti perché la vita del club gialloblù dipende dalle cessioni. Un Sassuolo. ad esempio un Berardi o un Bogà, non lo cederebbe mai a meno che non arrivi una proposta milionaria. L’Hellas non può ancora permetterselo di trattenere i migliori. Chi mi piacerebbe allenare dei gialloblù? Zaccagni, un giocatore duttile ed eclettico. Un calciatore completo”.